Ultimatum di Mario Draghi ai governi per le riforme, Borse nel panico (VIDEO)

 

Mario Draghi lancia un appello, forse l’ultimo, ai governi europei perché realizzino subito le riforme strutturali. Comprende la rabbia degli euroscettici, anche di quelli che oggi hanno rumorosamente contestato la riunione della Bce a Napoli, ma nega ogni responsabilità: "Bisogna guardare dove eravamo tre anni e dove siamo adesso. Noi non possiamo quasi più scendere sui tassi, sono a zero sostanzialmente e nessuna banca centrale lo ha fatto. Abbiamo iniettato liquidità, abbiamo varato nuove misure negli ultimi mesi, e nel 2012 abbiamo combattuto contro una crisi sistemica. Pensare che la Bce è la colpevole della situazione attuale è un’idea che andrebbe cambiata" ha detto ai giornalisti al termine della riunione del consiglio direttivo svoltasi eccezionalmente a Capodimonte. La palla quindi è dei Governi europei, che qualche anno fa non si sono accorti della crisi del debito incombente, ed oggi sembrano pronti a ripetere gli stessi errori.

"I Paesi non devono vanificare i progressi fatti, ma devono rispettare il patto di Stabilità e dovranno farlo anche nei documenti programmatici per i budget 2015 che i Governi si preparano a deliberare" ha spiegato il governatore, con chiaro riferimento alla Francia, che ieri ha annunciato che non intende rispettare i vincoli del patto nei prossimi anni.

L’ipotesi di uno sforamento francese Draghi nemmeno lo considera: "Il patto deve rimanere l’ancora per la fiducia nei conti pubblici. La flessibilità esistente riguarda parti del budget da spostare per realizzare grandi riforme strutturali, per supportare la domanda e una composizione più legata alla crescita della politica fiscale". Il riferimento all’Italia, con Matteo Renzi che sulla flessibilità si gioca gran parte della sua crediblità europea, è evidente. C’è però anche l’altra faccia della medaglia, con la Bce che è pronta ad aiutare i Paesi in difficoltà, con il piano di acquisti di titoli di Stato: "L’universo potenziale dei nostri acquisti è di mille miliardi, cui si somma l’impatto dei Tltro. Il lavoro di base per un impatto notevole è stato fatto. Ciò non vuol dire che arriveremo a un bilione". Il programma della Bce di acquisto di Abs e covered bond durerà "almeno due anni" e comincerà nel quarto trimestre di quest’anno, a partire da quelli di covered bond che inizieranno nella seconda metà di ottobre. Saranno ammessi anche Abs e obbligazioni garantite da Grecia e Cipro, Paesi con rating ‘spazzatura’, attraverso "specifiche misure per la riduzione del rischio".

Perché sullo sfondo resta l’incubo deflazione. Mai citata da Draghi, è però il rischio più grande per l’eurozona, e lo sanno tutti i banchieri centrali: "Il consiglio direttivo è unanime a ricorrere a strumenti non convenzionali qualora la bassa inflazione dovesse proseguire" ha spiegato Draghi. Parole che non hanno convinto i mercati, che non sembrano credere in questo ulteriore sforzo della Bce: Milano ha perso il 3,92%, il Dax di Francoforte ha chiuso in flessione dell’1,99% a 9.195,68 punti, il Cac40 di Parigi ha ceduto il 2,81% a 4.242,67 punti, Londra che è fuori dall’euro ha ceduto l’1,75%. Non è sfiducia in Draghi, ma bensì nella capacità dei Paesi ad attuare le riforme invocate dall’ex numero 1 di Bankitalia. "Nel complesso restiamo preoccupati per il ritmo della riforma fiscale in tutta l’area dell’euro. Nonostante gli appelli della BCE a proseguire gli sforzi da parte dei singoli governi, il crollo dei costi di finanziamento ha rimosso ogni senso di urgenza verso il processo di riforma" ha detto Scott Thiel, head of the global bond team di BlackRock. Ancora più pessimista Il presidente dell’istituto tedesco di statistica Ifo, Hans-Werner Sinn: "La Bce si trasformerà completamente in un’autorità di bail-out e nella bad bank d’Europa".