Ucraina, servono razionalità e prudenza

Sarebbe bene che le parti in causa si parlassero prima di fare qualcosa di inconsulto che potrebbe avere effetti molto gravi su tutti

La situazione al limite della guerra che c’è in Ucraina non può essere presa sottogamba e deve essere affrontata con molta prudenza. Sarebbe bene che l’Ucraina non entrasse nella NATO e che gli USA non forzassero. Infatti, buona parte dell’Ucraina è storicamente e culturalmente legata alla Russia. In Ucraina ci sono comunità russofone, specie nel Donbass e in Crimea. Se l’Ucraina entrasse nella NATO queste comunità russofone si sentirebbero spinte ancora di più ad allontanarsi da Kiev e ad accorpare i loro territori alla Russia. La Russia agirebbe di conseguenza.

Vi è anche la Galizia, una regione ucraina che un tempo faceva parte della Polonia. In questa regione ci sono molti polacchi e vi sono molti cattolici, i quali sono divisi in latini e greco-bizantini. I primi sono di lingua e cultura polacca ed i secondi sono ucraini. Questi ultimi si riunirono a Roma nel 1595. Se accadesse qualcosa ai cattolici galiziani di lingua polacca ci sarebbe il rischio di problemi con la Polonia ed il conflitto si potrebbe allargare.

In Galizia ci sono anche molti ebrei. Di conseguenza, in un’eventuale guerra si potrebbe rinfocolare anche l’antisemitismo. Dunque, serve molta prudenza. Sarebbe bene fare un accordo con il presidente russo Vladimir Putin in base al quale nessuna delle due parti dovrebbe mettere le mani sull’Ucraina. Così, l’Ucraina diventerebbe uno Stato-cuscinetto tra la Russia e l’Europa. Sarebbe bene che le parti in causa si parlassero prima di fare qualcosa di inconsulto che potrebbe avere effetti molto gravi su tutti.