Questionario CGIE-ITalents sugli italiani all’estero

"Abbiamo bisogno di saperne di più", fa sapere il CGIE, che propone la rilevazione sulla base di un metodo già sperimentato con successo in collaborazione con il Comune di Milano, con le regioni Campania, Piemonte, Umbria ed Emilia-Romagna

Sono diversi gli obiettivi del questionario curato dall’Associazione ITalents e dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), rivolto agli italiani residenti all’estero e disponibile sul portale cgieonline.it (ECCO IL LINK AL QUESTIONARIO).

Tra questi, quello di ricavare informazioni più precise sulle caratteristiche della nuova e della vecchia emigrazione, di fornire indicazioni utili ad approfondire la conoscenza di aspettative, timori, opinioni dei tanti e crescenti giovani e meno giovani che ogni anno varcano in uscita le frontiere del nostro Paese o che lì vi risiedono da molto tempo.

Il progetto è coordinato dalla Commissione VII del CGIE (Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove).

“Abbiamo bisogno di saperne di più”, fa sapere il CGIE, che propone la rilevazione sulla base di un metodo già sperimentato con successo in collaborazione con il Comune di Milano, con le regioni Campania, Piemonte, Umbria ed Emilia-Romagna.

Appoggiandosi sull’esperienza di chi in questi anni ha seguito da vicino il fenomeno, questo nuovo questionario intende anche essere strumento nelle mani di chi è chiamato a promuovere le politiche degli italiani all’estero.

Il questionario – che vuole servire da supporto per la riflessione e la nascita di nuovi cantieri – rimarrà aperto fino al 15 marzo e i risultati saranno condivisi entro la fine di questo mandato del CGIE.

“Vi invitiamo a compilarlo e garantirgli una massima diffusione per analizzare meglio il fenomeno in continua evoluzione”, è l’appello del CGIE che sottolinea come sugli italiani all’estero “i dati ufficiali di ISTAT e AIRE non coprono tutti e svelano poco. Questa carenza è grave, e non certo solo a fini statistici: si tratta di informazioni che possono essere utili anche – e forse soprattutto – per progettare e implementare politiche efficaci di attrazione, di relazione, di restituzione tra l’Italia e i suoi cittadini che risiedono talenti oltre confine”.