Tutte le volte che l’intelligenza artificiale ha battuto l’uomo

Negli ultimi anni la sfida tra esseri umani e macchine si è spostata su diversi terreni, compreso quello del gioco, e ha visto i computer trionfare

Già vent’anni fa c’era il timore che i computer sarebbero arrivati a sostituire l’uomo nel mondo del lavoro, ma nessuno si sarebbe mai aspettato che prendessero il posto dei loro inventori anche in settori meno essenziali, come ad esempio il gioco. Invece sta accadendo, grazie all’intelligenza artificiale, che sta diventano sempre più brillante e sofisticata. Così la sfida tra esseri umani e macchine si è spostata su diversi terreni, compreso appunto quello del gioco e ha visto i computer trionfare. Ma quante volte è accaduto che l’intelligenza artificiale battesse l’uomo?

Il poker è stato il punto di svolta

L’ultimo successo riguarda nientemeno che i giochi di poker, con l’intelligenza artificiale che ha imparato a creare strategie imprevedibili e persino a bluffare. Un’abilità neppure comune a tutti gli uomini, che invece è stata acquisita da Libratus, un sistema di intelligenza artificiale messo a punto dai ricercatori della Carnegie Mellon University. Grazie ad esso, per la prima volta un computer ha sconfitto l’uomo a poker. Ad essere “beffati” da Libratus sono stati quattro professionisti del settore: Jimmy Chou, Dong Kim, Daniel McAulay e Jason Les, che hanno disputato una maratona lunga 20 giorni di No-Limit Texas Hold’em presso il Rivers Casino di Pittsburgh. Secondo gli scienziati che hanno seguito l’evento, trasmesso in streaming su Twitch, si tratta di un risultato record, che lascia presagire grandi traguardi futuri per l’intelligenza artificiale anche in campi più utili alla società, come ad esempio la medicina.

Un risultato che arriva da lontano

La vittoria a poker, comunque, è solo l’ultima tappa di un percorso di affrancamento dell’intelligenza artificiale, che è cominciato addirittura nel 1996, quando il calcolatore Ibm Deep Blue si è dedicato agli scacchi e ha sconfitto per la prima volta il Campione del mondo in carica, Garry Kasparov. Un risultato strabiliante, seguito nel 2008 da un altro capitolo significativo. Nell’arco di 15 anni di evoluzione e ricerca, infatti, l’intelligenza artificiale è arrivata ad avere la meglio anche su un campione di Go, il gioco da tavolo inventato in Cina oltre 2500 anni fa.

A raggiungere questo obiettivo storico è stato AlphaGo, un programma creato da DeepMind, la società britannica che si occupa di macchine intelligenti e che dal 2014 è collegata a Google. AlphaGo all’epoca ha fatto man bassa, battendo altri computer e soprattutto Fan Hui, il miglior avversario disponibile sulla piazza europea. Un successo da manuale, replicato un anno dopo dalla stessa società, che ha migliorato AlphaGo, dando vita ad AlphaZero, che ha stracciato a scacchi diverse intelligenze artificiali.

Il modo in cui lavoro, prospettive in altri settori

La rincorsa nel mondo dei giochi non sembra comunque conclusa, visto che l’intelligenza artificiale di recente ha iniziato a sconfiggere l’uomo anche nei videogiochi, come ad esempio Rubabandiera, in versione 3D. Il protagonista di questa nuova vittoria è ancora un sistema elaborato da Google DeepMind. L’elemento ricorrente, messo a punto dai ricercatori britannici, consiste nel fatto che questi sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare da soli una disciplina giocando contro sé stessi, fino a diventare imbattibili. Basta fornire loro le regole di base e lasciarli “macinare” prove e allenamenti e il gioco è fatto, pardon vinto! Secondo la rivista MIT Technology Review si tratta di un passo “brillante e inaspettato” verso la costruzione di un’intelligenza artificiale con un’intuizione più umana. Alla base di questi sistemi, infatti, ci sono due reti che sfruttano la tecnologia d’apprendimento automatico sviluppata negli anni Ottanta, imitando il comportamento dei neuroni umani (il cosiddetto deep learning): una prevede la mossa dell’avversario, l’altra considera i possibili esiti finali della partita e combinate insieme suggeriscono al computer come agire.

Gli sviluppi futuri sono infiniti

Un modello di azione che funziona bene con il gioco, come si è visto, ma che potrebbe essere applicato in tantissimi altri settori della vita. I ricercatori sono convinti che ci siano margini per sfruttare la AI anche in ambiti come la medicina, la diagnostica, la ricerca scientifica, quella sul clima. I settori in cui l’intelligenza artificiale diventerà fondamentale, infatti, sono moltissimi e vanno ancora definiti nel dettaglio. Come dimostra il mondo bancario e finanziario, che ha subito una forte trasformazione durante il lockdown, quando gli italiani hanno imparato ad approfittare delle innovazioni tecnologiche e a modificare il proprio stile di vita. Una rivoluzione che avrà anche un impatto importante a lungo termine, come si è visto che sta accadendo nel settore dei giochi.