Traghetto, cannoni d’acqua per vincere il fuoco del Norman Atlantic

Contro il fuoco che ad oltre dieci giorni dal naufragio continua a bruciare nella pancia del Norman Atlantic e che ancora impedisce una ispezione completa della nave, domani verranno prese "misure drastiche". Nella fiancata sinistra del traghetto ormeggiato nel porto di Brindisi sara’ praticato un foro ampio un metro e poi con un ‘cannone’ sarà sparata ad alta pressione acqua nebulizzata che dovrebbe soffocare ogni focolaio residuo.

E’ la strategia messa a punto oggi nel corso di un incontro tenuto negli uffici della Capitaneria di porto tra tecnici, investigatori e inquirenti che hanno deciso di "dare assoluta priorita’ alle operazioni di spegnimento" perche’ se la nave non sara’ in assoluta sicurezza nulla potra’ essere fatto non solo ai fini dell’inchiesta, ma anche alla ricerca di eventuali altre vittime rimaste intrappolate. Il relitto e’ ormeggiato a Brindisi dal 2 gennaio scorso, dopo che il 28 dicembre alle 4.30, al largo dell’Albania, era stato lanciato il mayday per un incendio a bordo che ha provocato 11 morti accertati, numerosi feriti e un numero ancora imprecisato di dispersi. "Si sta cercando di capire dove trasferire il traghetto per poter operare successivamente" ha detto al termine della riunione tecnica il procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe, che coordina le indagini con i sostituti Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano.

Volpe ha assicurato che la situazione "e’ completamente sotto controllo, non c’e’ nessun rischio. La tempistica che stiamo seguendo e’ la piu’ rapida che si possa osservare in condizioni di sicurezza per le persone e per l’ambiente". Gia’ questo pomeriggio Vigili del fuoco e Guardia costiera sono tornati in banchina, a Costa Morena Nord, dove si trova il Norman Atlantic, per stabilire le modalita’ di avvio dei lavori. Alle 9, domattina, si entrera’ nella fase operativa. Se le condizioni meteorologiche lo consentiranno, si trancera’ la lamiera per ottenere il varco in cui inserire il bocchettone che sparera’ la "nebbia" che dovrebbe spegnere l’incendio e raffreddare il relitto.

"E’ una tecnica sperimentale – ha spiegato il comandante provinciale di Brindisi dei vigili del fuoco, Michele Angiuli – per intervenire su un rogo di queste proporzioni, all’interno di un traghetto che contiene ancora, a quanto stimato, 1200 tonnellate circa di carburante". Per completare le operazioni ci vorranno dalle 24 alle 48 ore, ha precisato Angiuli, ma bisognera’ procedere con cautela, livello per livello.

Sui ponti 1, 2, 3, dicono i tecnici, c’e’ ancora fuoco vivo. Ieri, la temperatura rilevata nei locali centrali della nave raggiungeva i 180 gradi. Nell’incontro si e’ discusso anche della possibilita’ di spostare l’ormeggio del traghetto ad un’altra banchina del porto, ma non e’ stato ancora individuato un luogo sicuro. Altra questione affrontata e’ quella della competenza territoriale. In accordo tra le procure, Bari continuera’ a indagare anche se Brindisi manterra’ un fascicolo aperto in attesa di una eventuale pronuncia della procura generale della Cassazione che, su istanza delle difese, potrebbe essere chiamata ad esprimersi.