Stabilità, se gli eletti all’estero del Pd negano anche l’evidenza – di Nello Passaro

Ancora tagli per gli italiani all’estero nella legge di Stabilità 2016. Appare veramente stucchevole l’ostinata difesa dell’attuale governo Renzi da parte degli eletti all’estero militanti nelle file del Pd. Ci troviamo di fronte ad una  volontaria e strumentale negazione dell’evidenza, contrassegnata da una politica di disinteresse e di penalizzazione nei confronti di tutte le tematiche inerenti il mondo dell’emigrazione italiana, che diventa una vera e propria  provocazione nei confronti di tutti gli italiani all’estero e dei loro elettori.

Gli eletti del Pd, per compensare le frustrazioni dovute agli insuccessi derivanti dalle misure penalizzanti adottate  dal governo Renzi (corsi di lingua e cultura, rete consolare, Imu, istituti di cultura, Comites, CGIE e quant’altro), trovano nel presunto loro apporto al governo per il rinnovo del Paese l’autogiustificazione del loro operato e della loro presenza in Parlamento, pur rendendosi conto di essere strumentalizzati per altri fini che esulano dal contesto per il quale sono stati eletti, consapevoli e responsabili dei gravi danni che tali misure arrecano agli italiani all’estero ed ai loro elettori, che vedono i loro interessi trattati come merce di scambio soprattutto per interessi di parte. E’ questo il modo di rappresentare gli italiani nel mondo a Roma? Domanda retorica, ovviamente.