Sondaggio Termometro Politico: per il 64,9% degli italiani i social influenzano le elezioni più degli altri media

Per il 47,7% non c'è censura sui social. Il 64,9% d'accordo sul fatto che un utente bannato o limitato sui social abbia diritto alla difesa e a un giudizio terzo. Intenzioni di voto: il Pd torna primo. Continua a calare la fiducia in Draghi

I social network e la loro influenza nella vita sociale e politica è stato il tema oggetto di indagine del sondaggio settimanale realizzato da Termometro Politico tra il 26 e il 28 aprile.

Sul recente acquisto di Twitter da parte dell’imprenditore Elon Musk, le opinioni degli italiani divergono. Per il 28,1% con l’arrivo del fondatore di Tesla, Twitter può diventare un luogo più libero e accogliente, per il 29,5% la situazione resterà immutata mentre il 13,1% teme invece che con Musk a capo di Twitter verrà data libertà eccessiva a odiatori e diffusori di notizie false. Quasi tre italiani su dieci dichiarano di non essere interessati alla questione.

Gran parte degli intervistati (il 47,7%) non crede che oggi sui social network vi sia eccessiva censura. Anzi, tra questi il 37,3% è convinto che ci sia troppa libertà per chi diffonde fake news e odio. Di parere opposto il 23,6% secondo cui non vi è vera libertà di espressione mentre il 24,4%, pur ritenendo alcuni paletti necessari, pensa che ultimamente si è esagerato con la censura.

Una netta maggioranza (64,9%) ritiene che i social influenzino le elezioni più degli altri media. Tra questi il 47,5% vorrebbe una regolamentazione per garantire il pluralismo. A volere la par condicio per i social è un ulteriore 15,2% di intervistati. Infine c’è un 14,7% che pensa che i social non influenzino ancora come la tv e i giornali e non ritiene necessario l’istituzione di un regolamento per la par condicio.

Un’altra maggioranza è d’accordo sul fatto che un utente bannato o limitato sui social abbia diritto alla difesa e a un giudizio terzo. Per il 28,2% infatti si può bannare qualcuno solo se viene richiesto da una sentenza di un tribunale dello Stato mentre per il 36,7% è necessaria un’autorità indipendente, votata democraticamente, che decida se una persona ha violato le linee guida del social. Il 13,8% preferisce che la decisione rimanga in mano a chi gestisce il social network pur riconoscendo il diritto di un bannato a far ricorso. Infine secondo il 10,7% i social hanno il diritto di bannare o limitare liberamente chiunque voglia senza dover dare conto a nessuno.

La fiducia degli italiani in Mario Draghi è in ulteriore discesa: ora è al 40,4%, il punto più basso mai registrato da quando si è insediato il suo governo. Capitolo intenzioni di voto. Grazie all’apporto della sinistra di Mdp-Articolo 1, il Pd torna al primo posto col 21,8% dei consensi. Superata Fratelli d’Italia nonostante quest’ultima abbia registrato una crescita di quattro decimi rispetto alla precedente rilevazione (21,7%). Cresce di due decimi anche la Lega che si attesta al 17,9%. Leggero passo in avanti per il M5S (13,1%) mentre Forza Italia flette al 7,8%. Azione al 4,2% precede Sinistra e Verdi dati al 3,4%. Italia Viva (2,4%), Italexit (2,2%) e Partito Comunista sono tutti sotto la soglia di sbarramento.