Se le sparate di Eugenio Marino mettono in ginocchio Roma – di Leonardo Cecca

A volte chi è in politica, quando occupa una poltrona importante, al primo sospetto che qualcosa nei propri confronti non quadra, per rispetto degli elettori, non si deve fare un passo indietro, ma innestare la retromarcia e scappare di corsa e lasciare al tempo galantuomo di chiarire tutto. Purtroppo nel nostro bistrattato Paese le cose vanno diversamente, più aumentano le gaffe e le opacità più i politici rinnovano gli strati di legante che li tengono ancorati alla poltrona.

Ora è il caso del Sindaco di Roma Marino, già noto, prima di entrare in politica, per la lettera che gli inviò in data 6/9/2002 l’Università di Pittsburgh e della quale trascrivo alcune righe "Come lei sa, l’iter necessario a elaborare le Sue recenti richieste di rimborsi spese, l’UPMC ha scoperto che Lei ha presentato la richiesta di rimborso di determinate spese sia all’UPMC di Pittsburgh sia alla sua filiale italiana. Di conseguenza è stata intrapresa una completa verifica sulle sue richieste di rimborso spese e sui nostri esborsi nei Suoi confronti. Tale verifica è attualmente in corso. Alla data di oggi, riteniamo di aver scoperto una serie di richieste di rimborso spese deliberatamente e intenzionalmente doppia all’UPMC e alla filiale italiana".

Da quando Marino siede in Campidoglio di episodi poco eclatanti ce ne sono stati in abbondanza come, la commedia dell’Opera, la sparata sulle droghe pesanti – "Io sono fortemente attirato da qualunque sostanza stupefacente, ma non ne ho mai utilizzata nessuna, perché ho paura da un punto di vista medico" -, le nozze gay condannate sia dal Ministro che dal Prefetto, la fuga da Roma in stato di allarme per il maltempo, i divieti di circolazione per non riparare le buche sulle strade…

Di recente, per continuare la telenovela, ci mancava il caso della Panda parcheggiata presso l’area del Senato e le "fantomatiche" multe non pagate. Ebbene, nonostante ciò, Marino continua a pedalare con tanto di casco in testa, forse per tenerla calda e pronta per la prossima sparata.