Accompagnata anche quest’anno dalla protesta dei Cobas e’ partita oggi la tornata 2013 dei test Invalsi, un pacchetto di quesiti preparati dall’Istituto di valutazione per sondare il livello di apprendimento degli studenti. I primi a cominciare sono stati gli alunni della primaria – circa 560 e 558 mila studenti delle classi II e V – cimentandosi con l’italiano (20 domande, 45 minuti a disposizione). Le stesse classi faranno il bis venerdi’, 10 maggio, con Matematica. Si prosegue il 14 maggio con le classi prime delle Medie (589.843 studenti coinvolti) e il 16 con le seconde classi delle Superiori (553.044). Quest’anno – come ha spiegato alla vigilia dell’appuntamento Roberto Ricci, responsabile dell’area prove Invalsi – ‘si e’ deciso di dare piu’ spazio a domande aperte che consentono in matematica risposte piu’ ricche, che favoriscano una maggiore argomentazione, per capire il ragionamento compiuto dallo studente per dare la risposta, e in italiano richiedono una comprensione complessiva dei testi puntando a considerare anche la grammatica come strumento di valutazione. Tutto cio’ per individuare il lettore piu’ competente piu’ che quello erudito’. Argomentazioni che non hanno affatto convinto i Cobas che stamani hanno protestato davanti al ministero dell’Istruzione. ‘In migliaia di classi delle elementari le prove Invalsi – hanno annunciato a fine mattinata – sono saltate, grazie allo sciopero di tanti docenti e Ata ma anche alla sacrosanta decisione di molti genitori di tenere i figli a casa, evitando loro l’umiliante e distruttiva pratica quizzarola’. Secondo Unicobas, altra sigla sindacale ostile a questo strumento di indagine, avrebbe scioperato oggi il 20% dei docenti.
Affermazioni decisamente smentite dal ministero dell’Istruzione. ‘Le dichiarazioni dei Cobas sono poco fondate a partire – spiegano a viale Trastevere – da quelle relative al sit-in davanti al ministero a cui ha partecipato soltanto uno sparuto gruppetto di manifestanti. Non corrispondono a realta’ neppure le dichiarazioni sulle prove ‘saltate in migliaia di classi’. Gli unici problemi seri – ammettono a viale Trastevere – si sono avuti ad Aversa dove alcune aule sono state allagate dalla pioggia e per la chiusura di alcuni istituti nel Cilento per la tappa del Giro d’Italia’. Al netto di questi episodi, secondo il ministero, si registra invece una crescita di consenso per i test Invalsi: ‘su circa 1.500 classi-campione soltanto una decina non hanno svolto i test, una percentuale inferiore a quella dell’anno scorso’. Certamente non hanno contribuito a far salire l’indice di gradimento i genitori della Classe V E della Scuola Primaria ‘VII Circolo Montessori’ di Roma che hanno inviato una lettera al ministro Carrozza spiegano perche’ oggi hanno preferito tenere i figli a casa.
































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