Scontri a Milano: ‘potevamo arrestarne cento, ma…’ – di Marco Chierici

Un poliziotto presente durante i disordini di Milano ha dichiarato: “Avremmo potuto fermarne cento, ma un funzionario ci ha impedito di farlo, impartendo ordini diversi”. Questa testimonianza conferma le gravi negligenze che hanno portato il nostro paese ad essere uno dei meno affidabili in materia di sicurezza.

Chi scrive potrebbe non essere pienamente informato su codice civile e penale, ma esiste un reato preciso, chiamato “Omissione d’atti d’ufficio”. Questi reati sono disciplinati dall’articolo 328 del Codice Penale. Ma cosa significa Omissione d’atti d’ufficio? E’ sufficiente cercare su un motore di ricerca e troverete delucidazioni come questa:  “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni”. Questo significa.

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Ora, se io ho capito male o interpretato male quello che è accaduto a Milano e molte altre volte in simili occasioni, mi si corregga. Se è così, come sembra, e come ricordato anche a Radio24 da Giuseppe Cruciani, ci troviamo davanti ad una inoperosità da punire pesantemente. E’ evidente che il funzionario che ha impedito di arrestare un centinaio di quei delinquenti ha a sua volta ricevuto ordini dall’alto e cioè dalla politica e, con ogni ragionevolezza, dal Ministero dell’Interno. Se il nostro Stato senza polso seguita a difendere la popolazione in questo modo, andrà sempre peggio.

Le Forze di Polizia, non solo sono sottopagate, ma anche umiliate dallo stesso Stato che dovrebbe esaltarne l’azione e la preziosa loro attività. I milioni di danni causati da quel branco di imbecilli credo che rimarranno a carico nostro. La Regione Lombardia ha stanziato un milione e mezzo per chi ha subito danni, buon gesto, peccato però che si tratti sempre di soldi dei contribuenti.