Santo Domingo, l’ambasciata chiude: ecco cosa ci aspetta – di Ricky Filosa

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L’ambasciata d’Italia a Santo Domingo chiuderà presto i battenti. Ufficialmente, il 31 dicembre di quest’anno. L’ok definitivo, dopo la firma del decreto da parte del ministro degli Esteri Federica Mogherini, l’ha dato la scorsa settimana il Consiglio dei ministri.

La comunità italiana residente nella Repubblica Dominicana, è inutile dirlo, è delusa, incazzata, confusa. Delusa, perché fino all’ultimo aveva sperato di non essere costretta a ricevere un tale schiaffo dall’Italia; incazzata, perchè alla fine quello schiaffo è arrivato davvero; confusa, perché nessuno ha ancora spiegato cosa succederà, in concreto, il giorno dopo che la sede diplomatica avrà cessato la propria attività. E visto che nessuno l’ha fatto, ci proviamo noi.

ItaliaChiamaItalia, fin dall’inizio di questa vicenda – dicembre 2013 -, l’ha detto più volte: i connazionali residenti nella Repubblica Dominicana – circoscrizione consolare che comprende anche altre isole dei Caraibi, fra cui la Giamaica -, dovranno rivolgersi, con ogni probabilità, all’Ambasciata di Panama o Caracas. Beh, ci avevamo visto giusto, in qualche modo.

Si sta pensando, infatti, per Santo Domingo, a una “sezione distaccata” dell’ambasciata italiana della Città di Panama, che riceverà le competenze consolari di quella chiusa. A capo di questa “sezione distaccata” ci sarà un diplomatico di grado non superiore a Consigliere d’Ambasciata. Gli italiani residenti in Giamaica, invece, secondo fonti della Farnesina, saranno assistiti dal consolato d’Italia a Miami. Vedremo.

In ogni caso, pensatela come volete, non sarà più come prima. Se qualcuno di voi che legge si è lamentato in passato per il servizio “un po’ scarso” – secondo alcuni – dell’ambasciata di Santo Domingo, beh, sappiate che sarà peggio. E quelli che anche nei mesi scorsi continuavano a ripetere “ma sì, che la chiudano, tanto non serve a niente”, vedranno quanto ne sentiranno la mancanza.

Intanto le proteste continuano. Quelle del MAIE Centro America, per esempio, che fin dall’inizio ha preso a cuore la questione ambasciata, mentre anche dalla Giamaica si fanno sentire.

Maria Carla Gullotta, console onorario in Giamaica, in una lettera, scrive che chiudere l’ambasciata a Santo Domingo sarebbe un “danno colossale”, e spiega: “l’ambasciata è l’unica presente nei Caraibi, dove i cittadini italiani sono moltissimi. Solo a Santo Domingo – ricorda – i residenti italiani sono quasi 50mila e nelle altre isole, Giamaica compresa, sono molto numerosi e molto integrati. Per non parlare dell’imponente flusso turistico che tramite tour operator e viaggiatori indipendenti, si riversa sia in estate che in inverno sulle spiagge caraibiche”.

Non è finita qui: “la presenza di capitali italiani – prosegue Maria Carla Gullotta – è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Basti pensare alla Finmeccanica e alla appena sbarcata Campari che ha comprato i rum giamaicani e sta effettuando una promozione massiccia”.

Insomma, per il console onorario “si tratta di una decisione incredibile”, e chiede: “com’è possibile che migliaia di italiani restino senza tutela?”. Conclude dicendo di “essere determinata a vendere cara la pelle, non solo la mia ma quella di tutti coloro che dovrebbero avere diritto ad essere assistiti dal nostro Stato”. Parole sante.

Nel frattempo, il governo dominicano che fa? Come vive l’annunciata chiusura dell’ambasciata d’Italia? Secondo i media locali, ad oggi il ministero degli Esteri della Repubblica Dominicana non avrebbe ancora ricevuto da parte del governo italiano alcuna comunicazione in merito alla chiusura della sede diplomatica tricolore, che infatti continua a lavorare come se nulla fosse, anche se già da alcuni mesi è rimasta senza ambasciatore. E ancora oggi la stampa locale cita il Movimento Associativo Italiani all’Estero, sottolineando come sia stato l’unico movimento in terra dominicana ad alzare la voce in segno di protesta contro il governo italiano, organizzando varie iniziative sul territorio e a livello di comunicazione.

Cari connazionali, cari italiani che come me siete residenti nella splendida perla caraibica che è la Repubblica Dominicana, ora come ora non ci resta che aspettare. Attendere comunicazioni ufficiali, è l’unica cosa che possiamo fare. Per saperne di più, per capire di quale morte dovremo morire. Perché una cosa è certa: vada come vada, con la chiusura dell’ambasciata d’Italia a Santo Domingo, ognuno di noi, ciascun membro della comunità italiana residente nella RD, è morto almeno un po’: dimenticato e umiliato dal suo Paese.

Twitter @rickyfilosa