Romagnoli dal carcere Usa, stare lontano dai miei figli mi distrugge

Massimo Romagnoli continua a vivere dietro le sbarre. Arrestato nel dicembre 2014 a Podgorica, l’ex deputato di Forza Italia da oltre sei mesi ormai vive in un carcere negli Stati Uniti. Nell’ultima lettera inviata al direttore di Italiachiamaitalia.it, Ricky Filosa, Romagnoli rivolge un pensiero ai propri figli e alle persone che ama.

“Oggi – scrive – è il 16 settembre, il compleanno di mia figlia Maxima, compie 5 anni, è grande il mio dispiacere per non poter essere presente. Come mi è dispiaciuto non poter essere stato presente il 31 marzo in occasione del compleanno di mio figlio Panayotis, e come purtroppo non potrò essere presente il prossimo 21 ottobre al compleanno di mia figlia Azzurra”.

Essere lontano dai propri figli, dalla propria famiglia, è causa di un dolore terribile per Massimo: “Sono gli eventi appena descritti che ti fanno impazzire qui dentro…”, aggiunge, “stare lontano dai miei figli mi distrugge”.

Romagnoli continua: “Dal 16 dicembre 2014 sono stati tanti i giorni importanti della mia vita trascorsi in solitudine in una cella, con me stesso. Il primo natale 25/12/2014, la mezzanotte del 31 dicembre, l’8 gennaio il mio compleanno, il 10 gennaio il compleanno di mia mamma, il giorno di pasqua, il 9 maggio il compleanno della donna che amo, il 15 agosto la festa della Madonna…”.

Il nostro connazionale precisa anche che comunque le prigioni americane sono molto dignitose e bene organizzate. Lui, “per evitare di guardare le sbarre tutto il giorno”, si dedica alla lettura, allo studio delle lingue, allo sport e alla palestra. Tuttavia, è pur sempre in prigione, così “mi manca la libertà di decidere cosa fare, di farmi una passeggiata, di telefonare agli amici quando lo desidero, di fare l’amore, di giocare con i miei bambini” e poi “la possibilità di guardare il cielo libero da sbarre. A Podgorica avevo la possibilità, durante l’ora d’aria, di guardare il cielo e non vedere le sbarre; invece qui ci sono sbarre ovunque, impossibile vedere il cielo se non da dietro le sbarre, e questa possibilità di guardare il cielo senza alcun ostacolo non ha prezzo e mi manca da morire”.

Romagnoli continua a ribadire la propria innocenza. E conclude: “Lascio tutto in mano alla loro decisione e a Dio che mi possa proteggere il giorno dell’udienza; sono certo che il giudice capirà se sono o meno responsabile, io accetterò qualsiasi decisione con serenità”.