Roma, invasione dei dehors e giardini all’aperto

Una serie di superfici tolte ai parcheggi, che in alcune zone della città erano già un miraggio prima dell’espansione dei dehors

L’invasione dei dehors a Roma. Non tutti gradiscono queste strutture e soprattutto dove vengono realizzate e quali spazi occupano. Una serie di superfici tolte ai parcheggi, che in alcune zone della città erano già un miraggio prima dell’espansione dei dehors. Di conseguenza, c’è chi preferisce pranzare e cenare nei giardini all’aperto. Nella capitale ce ne sono di bellissimi. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Gli spazi esterni di bar, ristoranti e trattorie si diffondono sempre di più a macchia d’olio, complice anche la situazione che stiamo vivendo attualmente, fra cittadini divisi fra green pass sì/green pass no, no vax/si vax. Il risultato è che i disagi aumentano per tutti, rendendo anche l’igiene in alcuni casi a rischio. Bar e fast food che srotolano sugli spazi già ristretti dei marciapiedi tavoli e sedie, approntando banconi improvvisati. Qui troneggiano cannoli ripieni e altre squisitezze, appena coperti da un micro tovagliolino di carta, ma di fatto esposti a polvere, escursioni di mosche ed altro ancora. In molte zone della città gli stretti marciapiedi sono invasi da tavolini, sedie ed ombrelloni. Basta passare da piazza di Ponte Lungo, a pochi metri dalla centralissima piazza Re di Roma, l’ultimo tratto, già esiguo, è ristretto ancora di più dai tavoli, che rendono disagiata la circolazione ai pedoni.

A ridosso le automobili parcheggiate, un piccolo passaggio per il traffico delle auto e la piazzola del distributore di benzina. Poco più in là, in via Albenga, due ampi dehors a poca distanza l’uno dall’altro, sottraggono posti preziosi per il posteggio delle auto. Per questi motivi alcuni cittadini hanno deciso di spostarsi a pranzare o cenare in alcuni giardini all’aperto.

Roma fornisce un’ampia scelta, dove oltre a rifocillarsi si possono ammirare panorami mozzafiato. Tante oasi green, dai luoghi più centrali a quelli più periferici, tutte all’insegna della formula “from farm to fork” dal produttore al piatto. Ottime scelte per aperitime o dinner time. Nella Riserva naturale della Valle dei Casali, al quartiere Portuense, ha luogo una favolosa dimora seicentesca, immersa nella campagna. Qui in una location da sogno, dove ogni complemento d’arredo sembra all’insegna della natura, immersi nel verde, si può cenare all’aria aperta.

La Fonte Egeria col Parco Appio, vicino a via Appia Antica, offre un favoloso giardino dove ristorarsi e godere di un’arietta fresca e rilassante, oltre naturalmente a visitare la famosa fonte. Più centrali sono La Casa del Jazz, di fronte alle Terme di Caracalla, che offre uno splendido ed ampio parco verde dove ritemprarsi a contatto con la natura. Ancora più immerso nel cuore della città, c’è il MAXXI (Museo Arti XX secolo) in via Guido Reni. Qui c’è un giardino che sembra quasi incantato, dove si possono consumare cibi e bevande ed ammirare i capolavori dell’arte contemporanea. E come non dimenticare Villa Borghese, dove si può rifocillarsi immersi fra fontane, monumenti e giardini. Con panorami suggestivi e romantici. Tutte tappe assolutamente da non perdere.