Roma 2024, Montezemolo presidente del Comitato promotore. M5S, ‘pessima scelta’

A distanza di 120 giorni dal suo addio alla presidenza Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo fa il suo ritorno nel mondo dello sport. Lo fa nella veste di presidente del Comitato promotore di Roma 2024. Ormai non c’erano piu’ dubbi da tempo, ma dopo l’annuncio del presidente del Coni, Giovanni Malago’, oggi e’ anche ufficiale: "Sono amico con Luca ma mi sforzo di non essere di parte – ha detto il numero uno del Comitato olimpico italiano -, credo che in Italia non esista nessuno che abbia all’estero la sua popolarita’, una popolarita’ positiva".

E’ il primo tassello di un comitato fatto in casa, avra’ lui il compito di convincere i membri del Cio a puntare sulla capitale per i giochi del 2024. Malago’ non nasconde l’eccitazione: "Sono pieno di entusiasmo, pieno di positivita’, convinto che e’ una sfida molto complicata ma so che saremo in grado di vincerla", si e’ lasciato andare a margine della Giunta odierna.

Il nome nuovo è dunque quello di Montezemolo, che questa sera prendera’ subito il volo per Losanna, dove mercoledì, accompagnato dallo stesso Malago’ e dallo staff del Coni, incontrera’ per la prima volta il numero uno del Cio, Thomas Bach: "E’ doveroso – spiega Malago’ – che il presidente della candidatura olimpica incontri il numero uno del Cio per fargli respirare anche l’atmosfera di Losanna. Dobbiamo entrare nella dovuta confidenza con i membri del Cio, con i quali dovremo andare a braccetto fino a settembre 2017".

Per mettere subito a tacere le possibili polemiche, Malago’ ha tenuto a specificare che "Montezemolo non percepira’ alcun compenso. Immagino e lo dico con franchezza che oggi, oltre ad essere la persona piu’ indicata, ha anche l’opportunita’ di fare un mestiere da civil servant, una componente fondamentale a servizio del nostro Paese per un fine cosi’ importante per le nuove generazioni".

L’ex presidente della Rossa aveva gia’ ricoperto ruoli importanti a sostegno di una candidatura italiana, tra cui si ricordano la vittoria per i mondiali di calcio Italia ’90, e la sconfitta che ancora brucia di Cortina per i mondiali di sci alpino del 2019. Da oggi un’altra sfida, nella quale non sara’ solo. Al suo fianco, gia’ delineata anche la carica di vice presidente. Si tratta di Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico ed ex assessore del Comune di Roma "che a prescindere dal suo ruolo istituzionale del Cip – ha spiegato Malago’ – avra’ la responsabilita’, l’onore e anche gli oneri di gestire il rapporto con Enti locali e Comune di Roma".

Pancalli iniziera’ gia’ dalle prossime ore rapportandosi con una task force istituita dal Gabinetto del sindaco per Roma 2024: "Questo ruolo mi onora – ha spiegato Pancalli – mi da’ modo di ricordare una responsabilita’ di default che mi porto istituzionalmente sulle spalle, che e’ quella del mondo paralimpico. Perche’ candidarci a Roma 2024 significa pure organizzazione le Paralimpiadi".

Il resto della squadra sara’ presentato a breve, sia per il ruolo del direttore generale, sia per quello che dovra’ rivestire una donna: "Che sia manager, che abbia esperienze di gestione e di pubblica amministrazione significative. Che parli le lingue, in discontinuita’ rispetto a situazioni precedenti nel passato".

M5S NON CI STA "Il nostro giudizio sulla decisione di nominare Luca di Montezemolo presidente del Comitato promotore per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 e’ una bocciatura, senza appello. Montezemolo e’ stato, dal 1986 al 1990, Direttore generale del comitato organizzatore dei Mondiali di calcio Italia ’90, caso esemplare di spese pazze e lievitazione dei costi. Scegliere Montezemolo significa, ancora una volta, non voler contrastare i mali dell’Italia per voltare pagina". Cosi’ il Gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera.

"Il presidente del Coni, Giovanni Malago’, elogia la scelta caduta sul suo amico Montezemolo giustificandola con la ‘popolarita” e la ‘considerazione’ che il presidente di Alitalia ha all’estero. Noi motiviamo la nostra totale contrarieta’ portando fatti. Italia ’90 costo’ piu’ di sette mila miliardi di lire, di cui oltre sei mila provenienti dalle casse statali. Una cifra gigantesca rispetto alla quale abbiamo dovuto pagare il conto per troppi anni. Lo Stadio delle Alpi, proprio nella Torino di Montezemolo, ebbe un rialzo della spesa di piu’ del 200 per cento, salvo poi essere demolito. Ci fermiamo qui, perche’ i casi di sprechi, cattedrali nel deserto, strutture abbandonate legati a Italia ’90 si sprecano. Di fronte a questi numeri, a questa non cultura dello sport da parte di una classe dirigente che continua ad autonominarsi e ad autoelogiarsi, esprimiamo totale contrarieta’ e vigileremo in tutte le sedi opportune per evitare nuovi scempi e sperperi".