Riforme, Renzi: questa volta ce la facciamo, ce lo chiede l’Italia (VIDEO)

The head of the leftist Democratic Party, Matteo Renzi speaks to reporters at Quirinale Palace in Rome on February 17, 2014, after being nominated Italy's youngest-ever prime minister by the President. Renzi outlined an ambitious plan for reform on February 17 just after receiving the nomination to be the country's new prime minister, promising to apply all his "energy, enthusiasm and commitment". Renzi said he would begin coalition talks on Tuesday and vowed to act quickly to reform the constitution, the labour market, education and the tax system. AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE

Conferenza stampa di Matteo Renzi dopo il Consiglio dei ministri, che ha approvato il Ddl di riforma del Senato e del Titolo V. “L’abolizione del Cnel lo considero solo un antipasto al processo di semplificazione e taglio che arriverà nella prossima settimana alla pubblica amministrazione".

Niente slide, a palazzo Chigi, per illustrare il Ddl sulla riforma del Senato e del Titolo V. Lo annuncia lo stesso Matteo Renzi quando arriva il sala stampa per la conferenza: "Non abbiamo slide oggi, quelle che ci sono, sono da secchiona", spiega il premier sventolando le cartelline colorate del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi che sono sul tavolo. Poi, pero’, Renzi sottolinea: "Queste slide sono fatte molto bene, sono una sintesi buona".

A proposito di riforma del Senato, il premier ha spiegato che nella formulazione del testo del ddl "si è tenuto molto presente il lavoro della Commissione dei 35, un lavoro dunque molto apprezzato e significativo dal punto di vista scientifico con cui si fa chiarezza sul Titolo V. In sintesi, mai più eccessi di conflitti tra Regioni e Stato, questo paese deve essere più semplice: chi si interfaccia con le amministrazioni deve sapere chi è il responsabile".

La riforma del Senato "vede mettere la parola fine a un dibattito trentennale da esperti. E’ il superamento del bicameralismo perfetto, basato su quattro paletti: no al voto di fiducia, no al voto sul bilancio, no all’elezione diretta dei senatori, no all’indennità per i senatori. Sono assolutamente certo che non ci saranno tra i senatori persone che non coglieranno l’importanza storica di questa speranza. Non c’è alternativa al futuro, impensabile continuare a fingere: non so se ci sarà il lieto fine, ma questo è un buon inizio perché è arrivato il momento di cambiare sul serio". "E’ del tutto evidente che di fronte al crescere del populismo, se la politica mette la testa sotto la sabbia e fa lo struzzo, e’ evidente che l’intera classe politica va a casa". "Correre, correre, correre – aggiunge – non e’ il tratto caratteriale di una persona disturbata. E’ una necessità". "Come si dice a Roma, in questo momento Grillo sta a rosicà più di tutti perché ha avuto successo parlando di rinnovamento, ma ora che stiamo andando" in quella direzione "si vede franare la terra sotto i piedi".

"Il superamento del bicameralismo perfetto vale una carriera politica". "Lo sforzo che stiamo facendo e’ molto ampio" ma "a giudicare da quello che stiamo ricevendo gli italiani mi sembrano davvero convinti". "Gli italiani stanno assolutamente dalla parte di chi capisce che se tu vuoi chiedere ai cittadini, a un imprenditore, a una mamma di rischiare e se a rischiare non sei tu il politico non e’ credibile. L’elemento di novita’ profonda che c’e’ oggi e’ che stavolta i cittadini vedono che c’e’ una classe politica che rischia insieme a loro. Ci prendiamo un po’ di vento in faccia ma il cambiamento passa da ciascuno di no. Non perdiamo questa chance".

In Parlamento, però, c’è chi rema contro le riforme. "I nomi e i cognomi di quelli che provano a bloccare il cambiamento, li daro’ a fine votazione visto che al Senato il voto e’ palese", ha spiegato Renzi. "Chi blocca il cambiamento e’ chi dopo 30 anni di discussione prova a dire ‘ben altro’. Il problema sono i ‘benaltristi’. C’e’ massimo rispetto per le opinioni altrui ma c’e’ anche il dovere di decidere. E sono certo che ce la facciamo, ce la faremo. Questa e’ la volta buona davvero". "Se qualcuno" nel Pd "vorra’ assumersi la responsabilita’ di far fallire" il percorso delle riforme "lo fara’. Io piu’ di dire che su questo ci giochiamo tutto, non posso fare". "Noi non vogliamo solo ridurre le spese, vogliamo semplificare il procedimento legislativo". La riduzione "e’ una proposta costituzionale rispettabile che nasce dal presupposto che il nostro obiettivo sia solo ridurre le spese ma questo non e’ supermercato". "I senatori a vita non prenderanno indennità".

Parlando dell’iter di approvazione del Ddl sul Senato licenziato oggi dal Cdm: “Spero si possa fare il piu’ rapidamente possibile, noi siamo sensibili allo sforzo del Parlamento ma i paletti sono quelli che abbiamo dato. E’ fondamentale che si arrivi al 25 maggio avendo approvato il Ddl in prima lettura". Con il ddl costituzionale di riforma del Senato "si va verso una riduzione e una cura dimagrante anche per gli uffici".

Dopo le trasferte di martedì a Londra e di mercoledi’ a Bruxelles “per qualche settimana, anzi per un mese, i miei appuntamenti internazionali subiscono una severa frenata. Da giovedi’ mi concentro a tempo pieno sulle questioni interne”, ha detto Renzi.

“PRONTO A LASCIARE SE NON SI FARANNO LE RIFORME” Intervistato da SkyTG24, il presidente del Consiglio ha ribadito di essere “pronto a lasciare” nel caso non si porteranno a casa gli obiettivi sulle riforme. "Io non ci voglio nemmeno pensare, non voglio stare a fare la minaccia ‘sennò vi porto a votare’, intanto perché non spetta a me ma al presidente della Repubblica, e poi perché non ci sono uomini per tutte le stagioni. Siamo qui perché si è capito che o si scardinava il sistema dall’interno, o si andava all’implosione". "Non sono un uomo per tutte le stagioni, sto qui se si fanno le riforme, ma non pensino che siccome sto comodo sulla seggiola resto qua senza fare le riforme. Sono pronto a cambiare l’Italia, sennò farò altro".

"Credo che Grasso non sia intervenuto nella sua vesta di presidente del Senato, non si e’ mai visto che un presidente della Camera o del Senato interviene su un procedimento in corso: se sono arbitri non possono giocare, non possono entrare nel merito”. Quindi se e’ entrato nel dibattito come presidente del Senato "ha fatto un errore", "se e’ intervenuto come esponente del Pd… io sono convinto non si possa andare avanti così".

Il ddl sulle riforme costituzionali "non e’ un diktat, e’ un percorso costituzionale che nasce da molto lontano da 30 anni di commissioni: quella Bozzi, Iotti, D’Alema, tutto il lavoro sulle riforma fatto negli anni Duemila, i saggi che hanno lavorato sulla riforma della Costituzione". “E’ stato fatto un lavoro straordinario in questi 30 anni e io forse ero all’asilo quando iniziavano queste discussioni. Il governo oggi ha messo insieme tutte le varie proposte, ha sintetizzato con un pacchetto chiaro e ha detto: ‘dopo anni in cui i politici hanno fatto le cicale e i cittadini le formiche, ora arriva il momento in cui restitutiamo qualcosa ai cittadini e cominciamo a stringere: mai piu’ il Senato come lo conoscevano prima’".

Una stoccata dopo l’altra a due esponenti di Forza Italia, Brunetta e Tajani, da parte del premier Matteo Renzi nel corso dell’intervista rilasciata al direttore di SkyTg24, Sarah Varetto. Brunetta ha scritto a Napolitano perche’ i conti sono a rischio? Renzi ironizza: "Il professor Brunetta, mancato premio Nobel, ora e’ anche veggente? Conosce gia’ una manovra che non abbiamo ancora presentato? E’ una polemica politica. E poi non dormo di notte sapendo che Brunetta ha scritto a Napolitano". Sul commissario europeo Tajani che ha annunciato che si va verso una procedura d’infrazione sui debiti della Pa, il presidente del Consiglio attacca: "Tajani e’ molto simpatico, dal 6 giugno il pagamento sara’ immediato con la fatturazione elettronica, sara’ un cambiamento radicale: Tajani ha una emergenza, quella della campagna elettorale e ha bisogno di attenzione mediatica".

"Un miliardo di euro" e’ la cifra che Matteo Renzi promette di risparmiare sui costi della politica.

Il Cavaliere? “Berlusconi ha detto che manterra’ l’impegno sulle riforme e io credo che lo fara’ perche’ vuole dare l’immagine al paese di una persona che rispetta gli impegni”.