Rete consolare, italiani all’estero presi a schiaffi dall’Italia – di Ricky Filosa

Pronti, via: fra ambasciate, consolati e istituti di cultura, fra qualche settimana inizieranno a chiudere i battenti circa 40 sedi in tutto il mondo. Le chiusure interessano in particolar modo il Nord e Centro America e l’Europa. Va avanti dunque la “razionalizzazione” della rete consolare iniziata durante il governo Prodi e che questo esecutivo, sempre a guida Pd, non ha avuto il coraggio né la saggezza – probabilmente nemmeno la minima intenzione -, se non di sospendere, almeno di rivedere.

Federica Mogherini, titolare della Farnesina, come annunciato da ItaliaChiamaItalia nelle scorse ore, ha firmato i decreti di chiusura. Presto potremo dunque dire addio, per esempio, all’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, o al Consolato italiano a San Gallo, a quello di Spalato, al Consolato Generale a Tripoli, allo sportello consolare a Grenoble, oppure all’Istituto di Cultura a Lussemburgo o Salonicco.

La spending review non ha pietà di nessuno, nemmeno di quegli italiani residenti all’estero che tanto hanno fatto per il proprio Paese – dire che sono loro i veri ambasciatori dell’Italia nel mondo non è vecchia retorica, ma la pura verità – e che ora proprio dall’Italia si vedono chiudere le porte in faccia. A noi, che ci occupiamo di emigrazione e di italiani nel mondo da anni, certe scelte del ministero degli Esteri sembrano davvero incomprensibili. D’accordo, non si può mica dare ad ogni italiano all’estero un consolato sotto casa: ma chiudere sedi come quella di Santo Domingo, solo per fare un esempio, l’unica ambasciata italiana nei Caraibi, vuol dire essere ciechi di fronte a un mondo e a una emigrazione che cambia (leggi Ecco perché è folle chiudere l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo).

Gli eletti all’estero ancora una volta non possono essere esenti da responsabilità. Se avessero fatto di più, se avessero saputo battere i pugni sul tavolo con maggiore forza, se ci avessero creduto davvero, se…

Forse non tutto è perduto. Forse. Aldo Di Biagio, senatore eletto nella ripartizione estera Europa, vede come “un fulmine a ciel sereno” lo “sprint finale sulle chiusure” da parte della Farnesina, e spiega: “A questo punto credo che sia urgente portare la questione in Parlamento prima che il decreto diventi pienamente esecutivo; al momento é pendente una richiesta di confronto presso il Mae". Il confronto finora non c’è stato, fino ad oggi la Farnesina del confronto se n’è sempre fregata. Cambierà qualcosa? Si porti pure la questione in Parlamento, caro Aldo, cari eletti all’estero tutti, ma una volta fatto questo si sappia anche avere la forza necessaria per fare capire al governo che certe chiusure vanno sospese una volta per tutte. Voi, cari 18, questa forza l’avete?

Twitter @rickyfilosa