Renzi prenda i soldi dalle regioni a statuto speciale – di Leonardo Cecca

Dal giorno del suo insediamento, circa due mesi fa, Renzi non fa altro che fare annunci sia su twitter sia in tv, della quale – forse per una errata interpretazione della par condicio – si è impossessato.

A volte ha proprio le sembianze di un imbonitore, ma sarebbe poco male se non vendesse prodotti fasulli in quanto spesso è capitato che nell’arco di qualche ora c’è stato un susseguirsi di smentite e di rettifiche.

A questo punto può sorgere spontaneo un dubbio: non è che costui non sapendo dove mettere le mani vuol far credere di voler fare tanto per poi dare la colpa del flop agli altri?

Per recuperare tanto, ma tanto denaro, avrei un suggerimento da dare al novello leader: guardare come è suddivisa l’Italia e si accorgerà, se non lo ha mai saputo, che essa è suddivisa in 20 Regioni di cui 15 a Statuto ordinario e 5 a Statuto speciale.

Le differenze oltre ad invadere il campo amministrativo, legislativo e finanziario trasbordano anche in privilegi assurdi di cui godono le 5 a statuto speciale: il più eclatante è che mentre le regioni a statuto ordinario trattengono circa il 20% delle imposte, quelle a Statuto speciale ne trattengono in percentuali che vanno dal 60% del Friuli-Venezia Giulia al 100% della Regione Siciliana, alla quale lo stato versa annualmente anche una bella somma in denaro per il "fondo solidarietà nazionale".

Può sembrare una barzelletta, ma, purtroppo, è la vergognosa realtà.

Quello che ne è scaturito è sotto gli occhi di tutti: mentre alcune regioni utilizzano le maggiori risorse finanziarie a vantaggio di tutta collettività con servizi ed agevolazioni varie, altre sperperano denaro in stipendi d’oro, comprese buonuscite e vitalizi, altre ancora in consulenze e studi ridicoli fino ad arrivare al clientelismo della Regione Siciliana che ha circa 30 mila dipendenti, mentre la Lombardia ne ha circa 3 mila, ma con una popolazione doppia.

Anche un orbo si rende conto che c’è qualcosa di grosso che non va e che è a scapito dei residenti delle regioni a statuto ordinario.

Praticamente ci sono figli e figliastri, ma in nome di cosa? Impossibile capirlo, ma sicuramente giova a qualcuno.

Speravo che il nuovo che avanza, cioè Renzi, avanzasse l’idea di eliminare questa stortura che oltre ad essere uno spreco di risorse è anche una discrepanza fin troppo oscena, ma scontentare 10 milioni di persone, i residenti delle regioni a statuto speciale, è qualcosa che non farà mai un politico serio.

Come è possibile concepire che dei contribuenti, che pagano le stesse tasse, ricevano trattamenti diversi a seconda della Regione di residenza?

La consolazione però arriva dal fatto che c’è un forte vincolo nazionale che omogeneizza i rappresentanti di tutte le Regioni, indipendentemente dallo statuto: il malcostume che va dallo sperpero di denaro al clientelismo sotto mille forme, dal magna magna ai rimborsi fin troppo allegrotti e vergognosi. Si è arrivati al punto che a Bolzano sulla nota spese di un consigliere compare anche lo scontrino per l’acquisto di un vibratore, dimostrando, in modo inequivocabile, che non si ha più nemmeno la decenza di tenere certi desideri e/o necessità nello stretto ambito personale.