Renzi e Berlusconi, o Renzusconi? – di Marco Zacchera

Scusatemi, ma non capisco. Silvio Berlusconi dice che Forza Italia “resterà all’opposizione di questo governo” e poi  concorda con il Pd di Matteo Renzi sulla legge di stabilità, sul sistema elettorale, sulle coppie gay con “il sistema alla tedesca” (specifica espressione – peraltro imprecisa – di entrambi) e adesso perfino sullo “ius soli” per dare la cittadinanza ai figli dei clandestini.

Dov’è allora, al netto della demagogia, l’“opposizione” di Berlusconi? Soprattutto – ammesso che invece sia giusto sostenere Renzi – dov’è il “rinnovamento” annunciato per Forza Italia se lo stesso Silvio Berlusconi, alla soglia degli 80 anni, conferma che si ripresenterà senz’altro come suo leader alle prossime elezioni?

Elezioni che peraltro Matteo Renzi vincerà a mani basse, soprattutto se passerà il sistema elettorale da lui emendato in questi giorni, che nel concreto darà al primo partito, ovvero al Pd (e non più alle coalizioni), l’intero premio di maggioranza della futura unica Camera, anche se resterà ben al di sotto del 50% dei voti, per giunta con candidati tutti scelti dallo stesso premier, ovvero da Renzi.

Verificate le singolari analogie con il sistema di voto adottato per le elezioni politiche del 1924 che portarono all’instaurarsi del regime fascista…