Rai International, senatori e tasse a vita – di Mario Galardi

Archiviata l’infausta giornata in cui il Senato, senza neppure poter discuterne, ha scelto a cuor leggero di accodarsi alle decisioni della magistratura, desideriamo fare alcune considerazioni. Avevamo criticato che i senatori a vita nominati quest’anno da Napolitano fossero tutti e quattro dichiaratamente di sinistra. Il fatto che si siano presentati compatti e per la prima volta in Senato proprio il giorno cruciale del voto sulla decadenza, conferma che l’operato di Napolitano è stato scorretto ed ha chiaramente violato, se non la lettera, certamente lo spirito della Costituzione. Ci duole doverlo constatare, ma non potranno essere il sussiego o la solennità con la quale pronuncia i propri discorsi, a rassicurarci che l’Italia abbia un presidente della Repubblica realmente “super partes”.

Per seguire l’evolversi di quella che si preannunciava come la giornata cruciale del voto sulla decadenza, come tanti italiani all’estero, tenevamo accesa Rai International la quale (sarà una strana coincidenza?) come antesala ha voluto trasmettere il film comico “Qualunquemente”, la cui trama presenta un rozzissimo delinquente che, tra nefandezze varie, si candida a sindaco per difendere i propri interessi, e promette l’abolizione dell’ICI e la costruzione di un ponte. Leggere in tutto questo un’intenzionale e volgare satira contro Berlusconi, credo sia ovvio. E non certo perchè vi possa essere una minima somiglianza, ma solo perchè “i propri interessi”, l’abolizione dell’Ici e la costruzione del ponte, sono temi sui quali si è esercitata per anni la polemica di sinistra. Ma ormai lo sappiamo, da noi la comicità è la continuazione della politica con altri mezzi.

Per constatare l’orientamento di certe trasmissioni Rai International, basta considerare Chetempochefa (sempre lo stesso), che occupa il posto di onore e ci ammannisce la melliflua tendenziosità di Fabio Fazio, il quale, non avendone direttamente il coraggio né la capacità, lascia che siano la maggior parte dei suoi invitati, oltre ai soliti e insopportabili Gramellini e Littizzetto, a lanciare le bordate di critica politica che, in ultima istanza, sono le ragioni per le quali la trasmissione ci viene imposta sull’unico canale italiano che possiamo vedere. Non mi dilungo sulla faziosità (nomen omen) del personaggio, che ci costringe a cambiare canale tutte le domeniche e i lunedì.

Da molti anni, anche se dobbiamo ripeterci (ma non è colpa nostra), ci domandiamo che diritto abbia costui di occupare il video con una trasmissione che non è di semplice intrattenimento, ma è orientata politicamente, e senza che ci sia nessun contraddittorio su quanto affermano i partecipanti, che ricevono in cambio, se non lauti cachet, certamente i risolini e gli ammiccamenti di approvazione del conduttore.

Detto questo e tornando a quel film, lasciatemi dire qualcosa sulla costruzione del ponte e sull’abolizione dell’ICI. Il ponte, la Tav, le varie infrastrutture, in Italia sono oggetto di critica da tutte le parti, compresi i film comici neoconformisti, ma negli altri paesi industriali le cose vanno diversamente, perchè sono considerate opere indispensabili. Le linee ferroviarie ad alta velocità, i ponti, i tunnel, le centrali nucleari, sono in grande sviluppo in tutto il mondo, mentre da noi ci sono gli attacchi violenti ai lavori iniziali di un tunnel di servizio della Tav (campa cavallo).

Quanto all’abolizione dell’Ici, e ora quella dell’Imu, da alcune parti le si critica affermando che le tasse sulla casa si pagano in tutti i paesi civili, e che negli Usa sono il 2% del valore catastale. Attenzione, non confondiamo. A differenza di altri paesi, in Italia la pressione fiscale è già un assurdo 54% del Pil (il sole 24 ore, 25/7/13) e l’Iva è un altrettanto assurdo 22%. Non si può pretendere di vessare con altre tasse elevate anche la casa, che in Italia non è appannaggio degli abbienti, ma appartiene alla maggior parte della popolazione.

Comunque, quanto all’Imu (Imposta Municipale Unica), è stata sì abolita sulla prima casa, ma immediatamente ci è stata annunciata la Iuc (Imposta Unica Comunale). Se questo non è un gioco delle tre carte, qualcuno ce lo deve spiegare. E inoltre non risulta abolita la discriminazione verso gli italiani all’estero che, in quasi tutti i comuni d’Italia, la tassa sulla loro unica casa la devono tuttora pagare.