Primo passo verso la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore: la giunta per le elezioni del Senato, ha bocciato con 15 voti contrari la relazione del senatore PdL, Andrea Augello, che aveva chiesto la convalida dell’elezioni del Cavaliere e quindi il mantenimento del seggio di senatore.
In particolare, i voti contrari sono stati 15, quello favorevole 1. I parlamentari di PdL, Gal e Lega avevano lasciato la seduta prima del voto, ed era rimasto solo il relatore Augello. In precedenza le due pregiudiziali sulla decadenza di Silvio Berlusconi erano state bocciate dalla giunta con 14 voti contrari e 9 favorevoli. A quella votazione avevano preso parte anche PdL, Gal e Lega.
“Ora – spiega Dario Stefano, presidente della giunta – si apre la procedura di contestazione, la quale prevede una seduta pubblica che si potrà tenere tra non prima di dieci giorni da oggi. Nella procedura di contestazione si potrà costituire Berlusconi con i suoi legali e la controparte sarà il primo dei non eletti in Molise, dopodichè ci sarà una camera di consiglio e la giunta deciderà sulla contestazione".
Nelle prossime ore Stefano si recherà dal presidente del Senato, Grasso, “perchè per la seduta pubblica il calendario va concordato” con il presidente dell’Aula di Palazzo Madama.
Commentando il voto della giunta, Maurizio Gasparri (PdL), vicepresidente del Senato, afferma: “La Giunta del Senato sancisce il trionfo dell’illegalità. Si boccia la proposta Augello negando così il principio costituzionale della non retroattività delle leggi. Chi nega questo principio compie un reato e qualcuno potrebbe valutare adeguate iniziative legali per far sanzionare questa inaudita illegalità".
Si fa sentire anche Renato Brunetta, capogruppo PdL alla Camera, che in una nota dichiara: "La Giunta per le elezioni del Senato ha sfregiato con questo voto il proprio decoro istituzionale. Nell’auletta del Senato si è espressa una maggioranza diversa da quella di ‘larghe intese’ su cui si regge il governo Letta. Questa composta da Pd-Sel-M5S-Scelta Civica proporrei di chiamarla di ‘basse intese’. Non resta che confidare nella saggezza e nella libertà di coscienza dell’Aula per riparare al torto dell’applicazione incostituzionale di una legge confusa”. Brunetta esprime “l’amarezza mia e di tutti i deputati del Popolo della Libertà, per il veemente e coordinato attacco contro Berlusconi pallidamente mascherato da atto dovuto".
Angelino Alfano, intervenuto a Matrix su Canale 5, ha spiegato: “Il presidente Berlusconi, nel suo video messaggio, ha dimostrato grande amore per l’Italia e senso dello Stato, ma questo non significa che non si sia aperto un discorso sul partito con cui siamo al governo”. Giovedì Alfano e i ministri azzurri incontreranno il Cavaliere e discuteranno sul da farsi. Alfano sottolinea che in ogni caso “siamo assolutamente contrari alle dimissioni anticipate" del leader PdL perchè "siamo convinti che applicando le regole e le leggi il cittadino e senatore Silvio Berlusconi abbia il diritto di difendere le proprie ragioni dicendo il perchè la legge Severino non può avere effetto retroattivo".





























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