Prendere il sole fa bene, più benefici che rischi

Il sole abbassa la pressione del sangue e quindi riduce il rischio di infarto e ictus con benefici che potrebbero addirittura essere superiori ai rischi relativi ai tumori della pelle da esposizione ai raggi UV. E’ quanto sostiene sulla base dei risultati di uno studio su 24 individui Richard Weller dell’universita’ di Edimburgo. Anticipato online dalla BBC, il lavoro sara’ presentato venerdi’ alla conferenza ‘International Investigative Dermatology’, in corso ad Edimburgo da oggi fino a sabato.

‘Il sole fa bene per molti aspetti – commenta Giuseppe Fabrizi, Ordinario di Dermatologia presso l’Universita’ degli Studi di Parma – ma resta pur sempre il ‘problema sole’ per la pelle e non e’ sufficiente uno studio come questo per ipotizzare un cambiamento delle raccomandazioni per una corretta esposizione ai raggi UV’. Peraltro si tratta di un lavoro preliminare che dovra’ essere validato da ulteriori studi, sottolinea Fabrizi.

Gli esperti scozzesi hanno sottoposto 24 volontari a lampade abbronzanti mentre la loro pressione sanguigna era monitorata h24: in un primo esperimento i partecipanti si sono propriamente abbronzati con le lampade, nel secondo le lampade sparavano solo calore ma non raggi UV. In questo modo si e’ visto che, gia’ dopo un’ora, l’esposizione ai raggi UV (gli stessi del sole) abbassa la pressione del sangue in modo considerevole. Il solo calore delle lampade, invece, non sortiva alcun effetto benefico. Il segreto dei raggi UV, spiega Weller, e’ che attivano la produzione di un composto ‘salva-cuore’, l’ossido di azoto, che abbassa la pressione del sangue e quindi riduce il rischio infarto e ictus.

Che il sole offra dei benefici oltre che dei rischi e’ noto, spiega Fabrizi: ‘il sole fa bene per diverse malattie e noi lo consigliamo a molti pazienti. Basti pensare a quelle dermatologiche, dall’acne alla psoriasi, alla dermatite atopica del bambino. La fototerapia e la fotochemioterapia vengono anche usate per curare malattie quali alcuni linfomi e la vitiligine’. Ma non basta per dire che i benefici del sole siano maggiori dei rischi e per cambiare le raccomandazioni sulla corretta esposizione. Valgono le regole di sempre, ricorda Fabrizi: le persone con carnato chiaro, capelli biondi o rossi, devono proteggersi con filtri elevati (partendo da filtri 50 e mai inferiori a 30), cosi’ come i bambini e le persone con molti nei; mai esporre al sole i bimbi sotto i sei mesi di vita e dai sei ai 24 mesi esporli solo fino alle 11 del mattino e dopo le 17, sempre rigorosamente protetti. La migliore protezione sono i vestiti e per i piu’ piccoli non va mai dimenticato un berretto.

Ma i ricercatori di Edimburgo hanno dichiarato: ‘progettiamo di esaminare i rischi relativi di malattie cardiovascolari e cancro alla pelle in persone che hanno ricevuto differenti esposizioni al sole. Se questi ulteriori studi confermassero che il sole riduce il rischio di morte per tutte le cause, dovremo forse riconsiderare le nostre raccomandazioni sull’esposizione al sole’.