PONTE DEL 2 GIUGNO | 13 milioni di italiani in viaggio, il virus fa meno paura

Quasi il 90% degli italiani sceglierà di restare in Italia: mare, montagna, parchi, città d'arte e bellezze naturali le destinazioni prescelte

Per il ponte del 2 giugno previsti circa 13 milioni di italiani in viaggio, la maggioranza dei quali (87,4 per cento) sceglierà di restare in Italia.

Mare, montagna, parchi, città d’arte e bellezze naturali le destinazioni prescelte, il più vicino possibile alla propria regione di appartenenza. Lo comunica in una nota Federalberghi.

Per coloro che invece andranno all’estero (12,6 per cento) in pole position sono le grandi capitali europee ma anche il viaggio in crociera. In testa alla classifica, appare in evidenza uno straordinario e sano bisogno di relax, distrazione e divertimento, ovvero l’esigenza di godersi una vacanza in totale spensieratezza.

Sembra di fare un passo indietro nel tempo, o forse in un auspicabile futuro, analizzando la fotografia del movimento turistico degli italiani in occasione della festa della Repubblica, secondo l’indagine previsionale della Federalberghi realizzata con il supporto di Acs Marketing Solutions.

“Dopo il periodo drammatico della pandemia, con l’angoscia del conflitto in Ucraina, la nostra gente ora ha voglia di evadere, di lasciarsi alle spalle la cupezza e il pessimismo che la diffusione del covid19 aveva generato negli animi di tutti”, afferma il presidente di Federalberghi, Bernabo’ Bocca, analizzando i risultati della ricerca.

“L’albergo torna ad essere visto come un porto sicuro, questo anche grazie allo scrupolo ed alla meticolosita’ con cui nelle nostre imprese abbiamo applicato i protocolli sanitari. A sceglierlo come luogo del proprio soggiorno sara’ il 23 per cento degli intervistati, ottenendo il secondo posto rispetto alla casa di parenti o amici (31,2 per cento). Sono sempre meno gli italiani che decideranno di restare a casa per paura del contagio – rivela Bocca -. Questo e’ il segno che siamo sulla via della guarigione in tutti i sensi, e che il panico causato dalla pandemia anche a livello psicologico probabilmente sta rientrando del tutto. Resta il dramma di coloro che non partiranno per problemi economici (34 per cento) – conclude il presidente di Federalberghi -. L’impegno deve essere ecumenico. Noi faremo la nostra parte, ma politica e istituzioni dovranno tenere conto del fatto che la vacanza è un bene primario per tutti”.