Politiche 2018, Europa | Garavini (Pd) a ItaliaChiamaItalia: “Con noi più attenzione agli italiani nel mondo”

L'onorevole Laura Garavini e il bilancio politico del Pd: “I governi di centro-sinistra sono quelli che hanno messo con fatti concreti gli italiani all'estero al centro delle politiche di governo”. La candidata al senato per la ripartizione estera Europa a colloquio con Italiachiamaitalia.it: “Renzi è un valore aggiunto per il partito e per l'Italia”. Dura contro la destra: “Un pericolo reale per il nostro paese e per l'Europa”

Laura Garavini, Pd

Alle elezioni politiche del 2008 Laura Garavini viene eletta alla Camera dei deputati per la lista del Partito Democratico nella circoscrizione Estero/Europa con il maggior numero di preferenze. Alle elezioni politiche del 2013 è capolista del PD nella circoscrizione Estero/Europa e viene rieletta con 37.813 preferenze, il miglior risultato di tutti i candidati dem.

Subito dopo l’attentato della ‘ndrangheta a Duisburg, nel 2007, ha fondato a Berlino l’associazione “Mafia? Nein danke!”, dando vita alla più grande ribellione al pizzo avvenuta fuori dai confini italiani.

Alla Camera è stata capogruppo del Partito Democratico nella Commissione parlamentare Antimafia dal novembre 2008 al marzo 2013. Nel 2010 era fra i promotori del codice etico antimafia per le liste elettorali pulite, votato dalla Commissione Antimafia.

Nella sua prima legislatura ha lavorato anche nella Commissione per le Politiche Europee. Nell’aprile 2013 è stata eletta Segretario del gruppo del Partito Democratico alla Camera con delega per l’Europa e gli Affari Esteri.

Anche nella 17esima legislatura ha fatto parte della Commissione Antimafia.

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Nel 2013 è stata nominata dalla SPD per le elezioni regionali in Assia ministro ombra per l’Europa e per l’Integrazione.

Nel marzo 2014 per il Parlamento italiano Laura Garavini è diventata coordinatrice del Comitato “Lotta alla criminalità mafiosa su base europea e internazionale” in occasione del Semestre di presidenza italiana dell’Unione europea.

Oggi è Candidata al senato con il Pd per la ripartizione estera Europa.

On. Garavini, la lista del Pd per il Senato sembra fatta apposta per farla vincere, si vede già a Palazzo Madama?

Chi conosce il voto con le preferenze sa benissimo che non c’è mai nulla di scontato. Per essere eletti bisogna guadagnarsi ogni singola preferenza sul campo, questo è il motivo per il quale sono in giro in un tour elettorale in Europa con circa una trentina di tappe su più paesi, dalla Germania, alla Gran Bretagna, alla Francia, alla Slovenia, alla Croazia, al Belgio. Una miriade di tappe a contatto con i connazionali proprio per raccontare i risultati conseguiti con le buone politiche di centro-sinistra messe in campo con i governi Renzi e Gentiloni e per raccontare anche la volontà e l’impegno a continuare e a conseguire ulteriori risultati.

Laura Garavini si candida nella ripartizione estera Europa al Senato con il Pd

Gli ultimi governi, compresi quelli a guida Pd, in questi anni hanno dimostrato poca attenzione nei confronti degli italiani all’estero e le risorse inserite nell’ultima manovra sono sembrate davvero uno spot elettorale più che una reale volontà di cambiare rotta e correggere gli errori. Perché un italiano all’estero dovrebbe votare Pd?

Gli italiani all’estero conoscono bene quelle che sono state le cattive politiche messe in campo precedentemente dai governi di destra e hanno invece apprezzato tantissimo, lo riscontro anche nel giro delle mie iniziative, le misure adottate dai governi di centro-sinistra a guida Pd. Con le nostre misure abbiamo segnato una svolta: prima si chiudevano consolati, noi abbiamo iniziato a riaprirli, abbiamo investito nell’invio di 300 nuovi funzionari; prima si tagliavano i corsi di lingua e cultura, noi abbiamo ripristinato le risorse e abbiamo stanziato risorse nuove, risorse fresche e abbiamo previsto l’aumento del 10% dell’invio di nuovi insegnanti. Noi abbiamo previsto che le entrate per i visti vengano dati agli stessi consolati, abbiamo stanziato risorse per i nostri concittadini in Venezuela.

“Mi impegno per una politica della tolleranza e del dialogo, che non lasci indietro nessuno. Sono contro i populismi e la xenofobia che dilagano”. Parole sue. Chi sono nella realtà politica gli elementi che teme di più sotto questo punto di vista?

Le destre populiste che stanno ottenendo risultati, purtroppo anche in Italia e in tutta Europa. Chi fomenta le paure della gente, chi si scaglia contro gli immigrati, chi usa toni xenofobi e fascitoidi, rappresenta un politico vero per la democrazia, per il Paese e per l’Europa.

“Credo fortemente in un’Italia europea, in una politica concreta e coraggiosa”. Come crede che l’Italia possa avere un ruolo più decisivo in Europa e come vi impegnerete in questo?

Con i nostri governi l’Italia è tornata a giocare un ruolo importante in Europa. Anche usando toni critici, abbiamo fatto sì che l’Unione Europea si sia fatta carico in modo serio di politiche di cui invece i governi precedenti di centro-destra avevano caricato solo l’Italia. Per esempio tutta la questione migratoria, grazie al nostro intervento l’Europa finalmente si è fatta carico di tutta una serie di costi e di una serie di misure volte ad alleggerire l’Italia dal fatto di doversene occupare da sola. L’Italia è tornata a far sentire il suo peso, la sua voce, il nostro intento è quello di portare avanti questa voce importante dell’Italia come paese costituente dell’Unione.

“Facciamo una campagna elettorale senza parlare male degli altri”. “C’è già una grande coalizione pronta, è quella tra la Lega e i Cinque Stelle”. Ha iniziato così la sua campagna elettorale Matteo Renzi, come commenta queste parole?

Noi abbiamo da spendere tantissimi contenuti, tantissimi risultati e tantissimi successi, noi abbiamo fatti di cui essere orgogliosi e di cui informare i cittadini. Purtroppo ha ragione Renzi in merito alla grande coalizione, sarebbe deleterio per il Paese proprio perché entrambi i partiti sono caratterizzati da toni molto apocalittici, molto antidemocratici, e viceversa non sono caratterizzati da progettualità, da concreti intenti costruttivi per il bene dell’Italia, sono sempre presi dal gettare fango contro di noi oppure dall’aizzare fanatismi.

Cosa pensa dell’addio al Pd da parte del sen. Micheloni?

Ciascuno è libero di fare le sue scelte, è una scelta di cui prendo atto e rispetto la sua decisione, credo che sia lui il primo a perdere da una decisione del genere.

Dopo Micheloni non sono pochi i dirigenti che stanno rassegnando le dimissioni, dall’Europa alle Americhe il Pd perde pezzi. Come fare per risollevare il partito?

Sono singoli esponenti che hanno dato le dimissioni e la tempistica, proprio a poche ore dalla presentazione delle liste, rende piuttosto palese che si sia trattato di un modo per strappare una o l’altra posizione in lista. Sinceramente non mi preoccupano mosse di questo tipo che lasciano il tempo che trovano.

Matteo Renzi è stata una meteora o è ancora un leader forte?

Renzi ha una grande personalità, con lui alla guida del partito e del governo abbiamo messo in campo una stagione di riforme straordinaria, unica nel suo genere.