PdL, dopo l’estate il lancio del nuovo modello di partito

Popolo della Libertà in trasformazione. Partirà dopo l’estate “il lancio definitivo del nuovo modello di partito”, assicura Mariastella Gelmini, PdL, intervenuta ad Agorà, su Rai Tre. “Il progetto di Berlusconi è un’operazione di rilancio, siamo in fase di studio e saremo pronti a settembre” per lanciare quello che sarà un nuovo PdL. O un ritorno a Forza Italia: “Tornare a Forza Italia? Penso sarebbe una buona cosa”, commenta Gelmini. “Non vivo questo come un ritorno al passato, ma come la capacità di capitalizzare le esperienze, anche per non ripetere gli errori commessi".

Il PdL pronto a staccare la spina al governo delle larghe intese? “Rinunciare e percorrere nuovamente la strada del governo tecnico sarebbe un gravissimo errore”, sostiene l’ex ministro. “Non vorrei che nel tentativo di smentire le promesse di Berlusconi, non si fa nemmeno la fatica di trovare soluzioni. Vedo troppa rassegnazione. Stare al governo non è un giro di valzer, ci vuole più coraggio". Per Gelmini “si deve valutare il fattore macroeconomico di un eventuale aumento dell’Iva e di una mancata abolizione dell’Imu. Credo che il governo debba essere più coraggioso e scongiurare questi due rischi che metterebbero in seria difficoltà la tenuta della maggioranza, perché su tali questioni non siamo disponibili ad alcun passo indietro".

Parlando del futuro del partito, Gelmini spiega che “il nuovo corso” del PdL dovrà essere “un mix tra innovazione e esperienza. L’innovazione da sola non basta, e non buttiamo via l’esperienza”. Intervistata dal Messaggero, a proposito delle discussioni interne al partito, spiega: “Nessuna lite. Siamo in una fase di discussione e ci confrontiamo in maniera serena. Non c’e’ lo scontro, di cui si legge, tra fautori del partito pesante e sostenitori del partito leggero. Il finanziamento pubblico non c’e’ più e dobbiamo tutti insieme trovare un modello di partito compatibile con questa nuova realtà. La discussione non e’ conclusa e Berlusconi e’ disponibile al confronto con tutti i dirigenti”. Si va in ogni caso verso un nuovo partito, “ma non solo dal punto di vista della raccolta dei fondi ma anche sotto il profilo delle proposte, dei programmi, del linguaggio, dei valori”.