Matteo Renzi, intervenuto alla direzione del Pd, ha parlato soprattutto – ma non solo – di riforme. Riformare il Senato è prioritario non solo per ragioni di risparmio ma anche, ha sottolineato il sindaco-segretario, per semplificare il meccanismo istituzionale. "Non stiamo chiedendo di superare il Senato per una questione meramente economica, ma per dare il buon esempio, per portare questo paese a essere più semplice. La riforma del Senato non è semplicemente il tentativo di ridurre il numero dei parlamentari, che pure c’è (si passerà da 945 a 630). Ma è solo un pezzo di questo ragionamento". Ha spiegato Renzi: "Abbiamo detto che il Senato non dovrà avere un costo in termini di indennità, che non sia formato con un’elezione diretta e che non voti la fiducia, che si arrivi a un monocameralismo nel rapporto tra parlamento e Governo. Sul resto per me si discute, lo dico al presidente Zanda che prima è passato da me per invitarmi alla cautela. Poi, se vogliamo fare del Senato davvero la camera delle autonomie, deve essere incentrata molto più sui sindaci che non sui consiglieri regionali. E’ una valutazione, naturalmente si apre una discussione, non è un punto su cui imporre un verbo". "La futura Camera delle autonomie, secondo me, dovra’ essere formata da 108 sindaci, 21 presidenti di Regioni e un gruppo di senatori indicati e individuati dal presidente della Repubblica sul modello dei senatori a vita, ma temporanei”.
Il percorso di riforma del Senato e del Titolo V partirà "a febbraio" e sarà una "poderosa iniziativa" collegata con la riforma elettorale. "Immaginiamo di partire a febbraio al Senato, una poderosa iniziativa sul tema istituzionale e costituzionale che si collega alla legge elettorale".
Renzi considera "un valore che FI abbia accettato di stare alla discussione sulle riforme costituzionali insieme a noi. Perche’ si era tirata via dalla discussione a ottobre". "Mi sarebbe piaciuto sentire una parola che dicesse che il fatto che anche FI sia alla discussione e’ un bene per il Paese. Possiamo prendere tutte le critiche, ma siamo perche’ le regole si scrivano insieme".
"Se riusciamo a tenere insieme il pacchetto delle riforme e a dimostrare che si puo’ rimettere in moto la capacità" di recuperare "la relazione tra eletti ed elettori, allora sconfiggiamo nel modo piu’ efficace l’antipolitica e chi impedisce di parlare a un capogruppo in sala stampa". Cosi’ "libereremo una parte di quei prigionieri politici incastrati nel blog di Grillo che sono pronti a uscire". E sempre a proposito di grillini: “Forse anche io ho sbagliato a rivolgermi ai 5 stelle con toni di comprensione. Soffro a vederli come prigionieri politici: ‘uscite, liberate la voglia di dare una mano al Paese’. L’innalzamento dei toni di Grillo e Casaleggio è un qualcosa che deve farci riflettere".






























Discussione su questo articolo