Parte a Milano Host, tanto made in Italy nella fiera dell’ospitalità

2165 aziende (+7,7% in confronto all'edizione del 2015 quella coincidente con Expo), da 52 Paesi con 843 espositori esteri (+13,4%)

Da venerdì, per cinque giorni, Milano diventa la capitale mondiale dell’ospitalità e della ristorazione, con la quarantesima edizione di Host, la rassegna biennale che parte con numeri da record. Nei padiglioni della Fiera a Rho sono presenti 2165 aziende (+7,7% in confronto all’edizione del 2015 quella coincidente con Expo), da 52 Paesi con 843 espositori esteri (+13,4%) e 1.500 hosted buyer.

Raffaele Cattaneo, Presidente del Consiglio Regionale Lombardo, durante l’evento di inaugurazione ha detto: “E’ una fiera che sta crescendo moltissimo e credo che questo sia anche il segno del traino che ha avuto Expo per tutti i settori che ruotano intorno all’alimentazione”.

Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Fondazione Fiera, da parte sua ha sottolineato: “Questo di Host è un mix dell’eccellenza italiana, c’è il gusto del design unito alla nostra sapienza nel cooking e insieme il gusto dell’ospitalità che è nel nostro Dna da millenni”.

Nel 2016 il commercio mondiale di macchine, apparecchiature e accessori per la ristorazione, ammontava a 45,2 miliardi di euro, e negli ultimi vent’anni il comparto ha continuato a crescere. Le previsioni sono di una crescita nel triennio 2017/2019 del 5,4% annuo. Si tratta poi di un settore fondamentale per l’Italia, terzo esportatore mondiale, con una quota del 7,2% nel 2016, inferiore soltanto a quella di Cina (39,3%) e molto vicina a quella della Germania (7,8%).