Paragone (M5S): “I sovranisti sono un pericolo”

“Quando Salvini dice che bisogna sforare il 3%, gli ricordo che sono proprio i paesi sovranisti dell’est Europa a impedire la flessibilità”

Gianluigi Paragone, senatore del M5S, è in tour nei teatri per la campagna elettorale. Intervenuto su Radio Cusano Campus, ha detto: “Parlando con i cittadini che ho incontrato mi sono reso conto che di Europa sanno poco o nulla. Ovviamente l’informazione non è che abbia fatto tanto per facilitare la comprensione di queste elezioni europee. Io ho scelto i piccoli comuni dove si va al voto amministrativo e ho percepito grande partecipazione sulla competizione per eleggere i sindaci. Io l’ho trovata una campagna elettorale tesa e tutta interna. Peccato, perché quando poi spieghi ai cittadini alcune cose che riguardano l’Europa, c’è grande interesse. L’evasione fiscale in Europa ammonta a mille miliardi. In Europa ci sono paradisi fiscali legalizzati, come Lussemburgo e Irlanda, che per attrarre economie ha giocato con l’economia finanziaria dando dumping fiscale e finanziario. Questo sta accadendo anche a Malta. La cosa più grave è che Juncker poteva essere sfiduciato dall’Europarlamento e invece è stato salvato dalle cosiddette grandi famiglie dei partiti europei”.

Sull’Europa. “E’ difficile che possa cambiare l’Europa quando la matrice è di tipo finanziario. Noi continuiamo a raccontare l’Europa del sogno dei padri costituenti, ma non c’è più nulla di quell’Europa lì. Sono andato a recuperare un video dove Giuliano Amato dice che questo è stato un disegno faustiano, cioè sapevano benissimo gli errori a cui andavano incontro, perché non è mai esistito un progetto che parte prima da una moneta. Sono errori che non si possono correggere in corsa. Bisogna riscriverla questa Europa. Una Costituzione europea non esiste e non può esistere una comunità senza una Costituzione”.

Sugli alleati della Lega in Europa. “I sovranisti sono un pericolo. Quando Salvini dice che bisogna sforare il 3%, gli ricordo che sono proprio i paesi sovranisti dell’est Europa a impedire la flessibilità. Se ognuno deve farsi i fatti propri, allora diciamo basta all’equivoco dell’UE. O decidiamo cosa deve essere l’UE, oppure questa finisce, è un processo che potrebbe terminare per consunzione”.