Papa Francesco: non sono comunista, l’amore per i poveri è nel Vangelo

Prediligo i poveri "perché questo è il cuore del Vangelo, io sono credente, credo in Dio, credo in Gesù Cristo, per me il cuore del Vangelo è nei poveri. Ho sentito due mesi fa che una persona ha detto ‘ ma questo papa è comunista’. No, questa dei poveri è una bandiera del Vangelo, non del comunismo": così Papa Francesco, rispondendo alle domande dei ragazzi della Pastorale giovanile delle Fiandre, in Belgio, in un incontro che si è tenuto lo scorso 31 marzo, il cui video è stato diffuso sul sito belga deredactie.be. Il Papa spiega che nel messaggio evangelico c’è la "povertà senza ideologia, i poveri son al centro dell’annuncio di Gesù, basta leggerlo".

Intanto, sempre a proposito del testo sacro, all’Angelus di domenica il Pontefice donerà ai fedeli migliaia di Vangeli in formato tascabile ai fedeli chi si riuniranno in piazza San Pietro per ascoltare la sua parola. L’iniziativa, analoga a quella della distribuzione delle "Misericordine" (ovvero dei rosari) alcuni mesi fa, viene realizzata dalla Elemosineria apostolica, con la collaborazione di numerosi volontari. Il volumetto tascabile, stampato dalla Tipografia Vaticana (in un’edizione speciale per questa occasione, non in vendita), contiene i quattro Vangeli e gli Atti degli Apostoli e si apre con la citazione delle parole del Papa Francesco nella Esortazione apostolica Evangelii gaudium: "La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù".

Nella Messa celebrata stamattina a Casa Santa Marta Francesco ha sottolineato come annunciando il Vangelo si vada incontro alle persecuzioni: "Tutte le persone che lo Spirito Santo sceglie per dire la verità al Popolo di Dio – ha spiegato – soffrono persecuzioni".

Gesù "è proprio il modello, l’icona". E ancora oggi, ha rilevato il Pontefice, "i cristiani sono perseguitati". "Oso dire – ha aggiunto – che forse ci sono tanti o più martiri adesso che nei primi tempi", "perché a questa società mondana, a questa società un po’ tranquilla, che non vuole i problemi, dicono la verità, annunziano Gesù Cristo".

Francesco sottolinea inoltre come "anche tanti pensatori nella Chiesa sono stati perseguitati". Senza citarlo per nome, il Papa fa riferimento ad Antonio Rosmini, le cui opere furono messe all’Indice ma la Chiesa lo ha poi riabilitato tanto da venerarlo come Beato dal 2007. "Io penso ad uno, adesso, in questo momento, non tanto lontano da noi, un uomo di buona volontà, un profeta davvero, che con i suoi libri rimproverava la Chiesa di allontanarsi dalla strada del Signore – spiega Francesco -. Subito è stato chiamato, i suoi libri sono andati all’indice, gli hanno tolto le cattedre e quest’uomo così finisce la sua vita: non tanto tempo fa. E’ passato il tempo ed oggi è beato! Ma come ieri era un eretico e oggi è un beato? E’ che ieri quelli che avevano il potere volevano silenziarlo, perché non piaceva quello che diceva. Oggi la Chiesa, che grazie a Dio sa pentirsi, dice: ‘No, quest’uomo è buono!’. Di più, è sulla strada della santità: è un beato!".