Papa Bergoglio è giunto a Manila, per seconda tappa del suo viaggio in Asia dopo aver visitato lo Sri Lanka. Durante lo spostamento in aereo, Francesco ha parlato con i giornalisti presenti sul volo, tornando ancora una volta sui fatti di Parigi e condannando chi "uccide nel nome di Dio", sottolineando, però, che la liberà di espressione, seppure un diritto-dovere, non possa "provocare o offendere la religione".
Il pontefice aveva risposto alla domanda di un reporter francese, il quale gli chiedeva fino a che punto ci si potesse spingere con la libertà di espressione. Il Santo Padre ha poi chiarito ulteriormente l’argomento con una battuta: sì alla libera espressione ma "se il mio amico Gasbarri (organizzatore dei voli papali, ndr) dice una parolaccia su mia mamma, si aspetti un pugno".
Duro il papa con chi "giocattolizza" la religione altrui, "sulla quale non si può scherzare e offendere". Ma nel caso in cui venga offesa, "non si deve reagire con la violenza". Bergoglio ha poi parlato dei poveri, quelli che hanno sofferto il tifone Yolanda, al centro del suo viaggio nelle Filippine. Quindi ha raccontato i particolari della visita resa nello Sri Lanka al monaco buddista Banagala Upatissa. Per la giornata di oggi non sono previsti discorsi ufficiali del Papa. Domani, invece, fitto programma con visita al palazzo presidenziale, messa con i religiosi alla Cattedrale di Manila e incontro con le famiglie nella Mall of Asia Arena.





























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