Opera, Francesco Meli a ItaliaChiamaItalia: ‘con Placido Domingo stima reciproca’

Grande fermento a Londra per gli amanti dell’opera poiché al prestigioso ROH, il 14 ottobre alle 19.30, andrà in scena “I Due Foscari”, opera in tre atti di Giuseppe Verdi, con un cast d’eccezione e due Star sul palco: Placido Domingo e Francesco Meli.

Per ItaliaChiamaItalia ho intervistato il tenore numero uno in Italia, marito della famosa soprano Serena Gamberoni, dalla quale ha avuto tre figli, che oltre a essere un grande della lirica mondiale e aver calcato i palchi dei teatri più prestigiosi al mondo, è una persona d’immensa simpatia e dotato di profonda sensibilità, con valori ben radicati, quali l’amore per la sua famiglia e l’educazione.

Sul palco è talmente bravo da sembrare intoccabile e nella vita privata un’umiltà incredibile: tipico di chi essendo non ha bisogno di ostentare.

Nell’intervista a seguire sono molti gli argomenti che Meli tocca: il rapporto con Placido Domingo, l’interpretazione di Jacopo Foscari, mentre tra vita pubblica e privata parla con rispetto e ammirazione di Maria Agresta e Celso Albelo (intervistato dal nostro quotidiano online) e ci svela le sue passioni.

Tra qualche giorno in scena al Royal Opera House un cast da brivido oltre due star internazionali come te e Placido Domingo che siete per "I Due Foscari" padre e figlio. Spesso tra star la rivalità la fa da padrona. Com’è il vostro rapporto?

“Nessuna rivalità con il maestro Domingo, anzi, con lui c’è un bellissimo rapporto di stima reciproca. Spesso mi dà consigli su come affrontare il ruolo e risolvere punti difficili della parte. Insomma, un immenso piacere per me oltre che un onore”.

Jacopo Foscari è un uomo che tocca con mano una profonda sofferenza, cosa c’è in te di lui?

“Jacopo è un uomo vittima della società corrotta di Venezia che lo usa come mezzo per spodestare il padre Doge della città. In me di lui c’è un profondo attaccamento alla propria città, nel mio caso Genova, nel suo Venezia, oltre cha alla famiglia”.

In scena sei il marito di Lucrezia Contarini, la bravissima Maria Agresta. Senza dubbio quando canti con tua moglie c’è un pathos diverso rispetto che con altre cantanti…

“Cantare con mia moglie Serena è sempre una gioia infinita per molti motivi, affiatamento in scena, poter fare scene più reali e grande gioia nel poter far musica insieme e divertirci insieme. Maria Agresta è una mia cara e meravigliosa collega, non potrei chiedere di meglio”.

Quale messaggio vuole lasciare l’Opera "I Due Foscari" agli spettatori attuali? 

“E’ difficile trovare un messaggio per il pubblico di oggi da parte dei I Due Foscari, sicuramente delinea bene quali possono essere le dinamiche di giochi di potere e di giochi politici che ancora oggi, non in maniera così brutale, avvengono. Altro messaggio, se così lo vogliamo chiamare, è quello dell’unità e dell’importanza della famiglia, poichè la famiglia Foscari è unita da un profondo legame, Lucrezia implora più volte di essere esiliata con in figli insieme al marito, e la sofferenza del Doge ci comunica un grande affetto paterno”.

Com’è il pubblico del Royal Opera House?

“E’ un pubblico molto variegato, ci sono tutti i tipi di persone, dal tipico inglese molto formale ai giovani in maglietta e jeans. Sicuramente un pubblico molto aperto e molto caldo”.

Rispetto a quando canti in Italia, a Londra ci sono più italiani giovani tra gli spettatori, o le nuove generazioni all’Opera s’incontrano solo all’estero, ma non sono italiani?

“Non saprei, sicuramente ci sono molti italiani a Londra, soprattutto giovani, e molti di questi vengono a teatro, da questo si può dedurre che ci siano anche molti giovani italiani!”.

Sei il tenore numero uno in Italia e una star nel mondo sposato con un’altrettanta star. Quanto è impegnativo essere il numero uno?

“Tante grazie per il bel complimento, che non mi merito. Sicuramente fare il cantante con una famiglia alle spalle non è impresa facile, farlo con la propria moglie anche essa cantante complica le cose! Negli anni in cui la nostra carriera si è andata delineando, tra me e mia moglie si è formato un equilibrio molto forte. Questo è l’unico modo per non avere problemi, capire chi deve avere un po’ di precedenza sull’altro, ma senza oppressione. Poi appena possibile si fanno salti mortali per tornare a casa mezza giornata e stare tutti insieme”.

Nel 2015 sarai protagonista alla Scala di Milano per l’appuntamento più fashion del mese di dicembre meneghino: il 7 dicembre. Quale ruolo interpreterai e in quale opera?

“Il 7 Dicembre 2015 interpreterò Carlo VII nella "Giovanna d’ Arco" di Giuseppe Verdi a fianco di Anna Netrebko e Carlos Alvarez diretti dal maestro Riccardo Chailly, grandi colleghi e grande emozione. Questa è la mia seconda inaugurazione della Scala, ma la prima come personaggio principale ed è una grande emozione e un immenso onore”.

In una recente intervista hai dichiarato di apprezzare Celso Albelo, da me intervistato poco tempo fa per ItaliaChiamaItalia. Cosa ammiri di lui?

“Celso è un mio grande amico e immenso collega, Ammiro in lui, oltre alle doti vocali e perizia tecnica, la sua modestia, è una anti star, una persona semplice che quando sale sul palco affronta il suo lavoro con grande professionalità e che dà sempre il massimo”.

Una star come te, nel privato quali passioni coltiva? Cosa ti piace fare?

“Aridaje con la star! Nella vita di tutti i giorni sono un persona normalissima, la musica occupa molto tempo nella mia vita anche fuori dal lavoro, amo ascoltare musica sinfonica oltre che operistica, sono pianista perciò ogni momento libero che ho mi siedo al piano e suono. Altra mia grande passione è la cucina, io e mia moglie siamo modestamente grandi cuochi! Prepariamo cene per amici appena ne abbiamo il tempo e l’occasione, e casa nostra è sempre un porto di mare, piena di amici e allegria. Poi sono molto appassionato di pittura e arte in generale, appena nella mia città o nella città dove lavoro ci sono mostre corro a vederle negli intervalli delle prove”.