Occhio al ritorno di Sarkozy – di Roberto Pepe

France's President Nicolas Sarkozy listens to Spain's Prime Minister Jose Luis Rodriguez Zapatero as he delivers a speech following a bilateral meeting at the Elysee Palace, in Paris, March 23, 2010. Sarkozy and Zapatero earlier attended the funeral ceremony for a French policeman who was killed by suspected ETA militants. REUTERS/Philippe Wojazer (FRANCE - Tags: POLITICS)

Poiché ho letto che Sarkozy pensa di ritornare alla presidenza francese, metto in guardia l’Italia per le prossime scelte “europeiste” guerresche!

Mettendo assieme, infatti, i vari tasselli di “storia contemporanea” si potrebbe ipotizzare che la caduta del Governo Berlusconi e l’incendio delle Primavere arabe abbiano una matrice comune! E’ fantapolitica pensare che questo presunto accerchiamento perpetrato nei confronti dell’Italia sia stata una vera e propria guerra non dichiarata per cause economiche?

Nel 2008 tra l’Eni di Scaroni e Putin viene definito l’intervento di Gazprom in Libia e Algeria per il progetto South Stream, il gasdotto italo-russo-turco destinato a portare il gas in Italia, tagliando fuori l’Ucraina con il suo “Nabucco”: il gasdotto progettato da Ue e Usa per portare in Europa il gas dell’Azerbaijan. Wikileaks allora rivelava che gli USA spingevano il nuovo governo Berlusconi a non fare gli interessi di Gazprom… Francia, Gran Bretagna e Germania temono anche l’utilizzazione delle due condutture Greenstream e Transmed – controllate dall’Eni -, che portano in Europa il gas dalla Libia e dall’Algeria. Angela Merkel, infatti, nel 2010 corre a chiedere al presidente Kazako di mettere subito il gas a disposizione del gasdotto Nabucco. Il fronte dell’Eni-Gazprom rischia, inoltre, di far saltare anche gli accordi tra Parigi con il Qatar per la vendita del gas. Per bloccare questa evenienza, il Qatar accende la rivolta in Libia con gli ex al qaidisti liberati da un colonnello libico traditore pagato dal Qatar. Sarkò, con i bombardamenti della Libia, incendierà a catena tutto  il Nord Africa contrabbandando l’evento da primavere arabe e lasciando mano libera ai vari fondamentalismi contro i Rais locali conservatori. Gheddafi lancia un appello d’aiuto all’Italia che, purtroppo (grazie anche alla sinistra anti-berlusconiana) lo sottovaluterà!

Nel 2009, inoltre, si rafforza l’accordo già operativo tra Eni ed Egitto: una cooperazione che consentirà all’impresa italiana di incrementare le collaborazioni con Mubarak nel settore degli idrocarburi… Sta di fatto che le nazioni che hanno stipulato accordi con l’Italia: Turchia, Libia, Algeria Egitto hanno tutte subito queste rivolte di finto liberalismo trasformatosi in un pseudo fondamentalismo… L’Iran con il Khomeini, – gestito dai francesi – insegna cosa riescano a fare questi nostri cugini europei! La morte di Gheddafi e di Mubarak non porteranno la democrazia in quei Paesi, ma serviranno a ridimensionare l’Eni e Gazprom, facendo decadere nel 2011 Berlusconi! Ripeto: attenti al ritorno del Napoleoncino!