Noi con Salvini, ecco perché la Lega può conquistare il Centro Sud – di Andrea Lorusso

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Per 25 anni c’è stato un lembo di terra, ma diciamo pure, mezza Penisola, che non andava a genio al più anziano partito politico ancora presente in Parlamento, la Lega Nord. Offesa, denigrata, schernita da slogan come “Roma Ladrona”, anche se eravamo ancora lontani dalle inchieste su “Mafia Capitale”.

Umberto Bossi aveva fondato quel partito corazzato, quel feudo, bottino inestimabile di voti provenienti dai bassi istinti padani. Un leader dalle scarse qualità oratorie, ma capace di farsi amare e rispettare, avente nel DNA un karma inesplorato.

Una quindicina di anni fa però, ci hanno provato ad annusare l’aria campana, salentina, pugliese, ecc. Avevano in testa di sbarcare al Sud come i pirati alla conquista della caccia al tesoro. L’impresa non riuscì e tornarono a calci a casa loro.

Però nel tempo qualcosa dev’essere cambiata. A dicembre 2013, in concomitanza con l’elezione roboante su tutti i media del Matteo Renzi fenomeno alle primarie del Pd, s’erano consumate anche altre consultazioni, dove un altro Matteo con l’82% dei consensi appariva sulla scena. Era “l’altro Matteo”, Salvini, che approdava alla Segreteria della Lega.

Ha preso in braccio un partito defunto al 3% circa, ricoperto dagli scandali, e lo ha cresciuto fino al 6.2% delle Europee, il 20% delle regionali in Emilia ed oggi supera l’11% dei gradimenti su scala nazionale. Non solo, in una gremita “Sala del Mappamondo” di Montecitorio, il 19 Dicembre 2014 ha presentato il movimento “Noi con Salvini” focalizzato per il Centro-Sud-Isole.

Ha realizzato ciò che si credeva impossibile. E lo ha fatto con tutti gli onori che si concedono al calore dei nastri di partenza. Sono stato testimone, personalmente, del mio fazzoletto di terra pugliese, dal cuore della provincia di Bari. E lì, ho trovato tanti “terroni” amici, giornalisti, curiosi, provenienti dalla Campania, dalla Sicilia, e dalla mia Puglia. Altamura, Foggia, Bari, Lecce, Santeramo, ecc.

Ma perché Salvini funziona al Sud? Ha cambiato registro. E’ passato dalla secessione del Paese, all’Unità Nazionale, però con il federalismo per marcare le autonomie, le tradizioni, le culture (nel Mezzogiorno siamo affezionati ai nostri stili di vita) e ha toccato emergenze che sì sono nazionali, ma nel meridione sono sentite in maniera ancora più infuocata per un deficit storico con il resto del treno Italia.

L’emergenza occupazionale, l’immigrazione clandestina, l’abolizione della odiatissima legge Fornero sulle pensioni, che tanti ultra cinquantenni prossimi alla quiescenza ha immobilizzato. Il ritorno al vecchio conio, qui la lira era un simulacro di benessere mentre l’euro, percepito da sempre come uno straniero in visita, ha depauperato le nostre finanze e lo storico risparmio delle nostre famiglie. Gli studi di settore, una mostruosità che se in Lombardia riescono ancora ad inglobare qualcuno, qui i redditi sono vertiginosamente al di sotto.

O ancora, l’abolizione del limite all’uso del contante sopra i mille euro, odiatissima misura che ha coartato l’abitudine di pagare con fruscianti banconote arrotolate dei nostri cari. E perché no, la difesa della famiglia naturale? Tema sentitissimo. “Una famiglia è costituita da un uomo ed una donna che contraggono matrimonio, e l’adozione può avvenire solo di fronte ad una mamma ed un papà”.

Ecco le parole di Matteo che vanno a “tarallucci e vino” con i compaesani tradizionalisti. Un programma coerentemente di centro-destra, di stampo inflessibile e serio, unito alla sparizione dalla scena di Forza Italia in psicanalisi da tempo per capire il proprio orientamento, un partito bastonato dal “Patto del Nazareno” e, ancora più importante, la fine di Gianfranco Fini. Sì, perché il popolo reduce di Alleanza Nazionale, che al Sud macinava l’en plein di consensi, è rimasto orfano di Fiuggi. Oggi quell’inestimabile serbatoio di voti si è rovesciato nella macchina elettorale del “giallo e blu, colori mischiati che danno il verde” del simbolo di “Noi con Salvini”.

Insomma, se non è il migliore, sicuramente è rimasto l’unico a fare una certa politica con i temi reali, che a nessuno sembravano importare più. Hanno dimenticato il contatto fisico, il contatto umano con la gente. Se a questo aggiungete che è giovane, bravissimo in tv, presente sul territorio e iper richiesto sulla rete, troverete l’elisir del successo.

I muri da valicare comunque, lo scetticismo, le resistenze, saranno fortissime. Una volta creato lo zoccolo duro, la spina dorsale dei missionari del messaggio salviniano al Sud, fare proselitismo sarà una delle opere più avvincenti ed impegnative degli ultimi anni per un partito politico. Però il vento è favorevole, le vele sono spiegate, e allora lo aspettiamo qui. E’ una buona forchetta Matteo, siamo sicuri gradirà i gusti della nostra cucina. Avete in mente una ricetta migliore?

Twitter @andrewlorusso