Ncd, Alfano: pronti a costruire l’Italia di domani

Prima convention nazionale del Nuovo Centrodestra a Roma. Angelino Alfano, leader del movimento, sale sul palco intorno alle 16 e 30, accompagnato dalla musica degli U2 ‘In the name of love’. "Grazie per la fiducia che avete avuto", dice il vice premier.

Prima del suo intervento, “foto di gruppo” dei ministri targati Ncd. Maurizio Lupi, nel ruolo di ‘mattatore’ della kermesse, li ha invitati tutti sul palco e ha chiesto a ciascuno di loro (con l’eccezione del vice premier) di fare un breve intervento, "un tweet". "Ci siamo presi la responsabilità del nostro tempo, vogliamo rimettere in piedi il nostro Paese" dice Lorenzin. Mentre Quagliariello rilancia la volontà di fare "tutte le riforme" compresa quella della giustizia, Nunzia De Girolamo lancia tre parole: "giovane, onesto, che sappia parlare anche alla testa dei cittadini, non solo alla pancia".

E’ toccato dunque ad Alfano: “Abbiamo un dato ufficiale: siamo in 10mila e in 10mila salutiamo le Cassandre, quelli che non credevano in noi. E salutiamo tutti con il sorriso e senza rancore", afferma Alfano, che spiega: “La parola chiave e’ insieme, per portare il centrodestra a un nuovo successo". "Ognuno puo’ dare un contributo, questa e’ una squadra e noi vinceremo con il collettivo, con la forza del nostro cuore. Qui c’e’ gente disponibile per dire si’ a una nuova sfida, a una nuova scommessa. Insieme condurremo l’Italia a vincere". "Siamo un movimento politico che milioni di italiani sono pronti a votare per dare una speranza a chi non si rassegna, ai moderati e a chi ha la voglia di non rassegnarsi". "Vedete cosa abbiamo fatto in tre settimane? Siamo pronti per la svolta”.

Riunite negli Studios di via Tiburtina per la convention, le persone sono davvero tante: dall’alto e verso l’esterno del teatro (centinaia di persone non sono riuscite a entrare), e dal fondo dello studios, il colpo d’occhio è notevole.

Alfano chiede “alla Madonna di illuminare la nostra strada…". “Mi sono chiesto come mai ci sia tanta gente qui, diecimila persone, in un sabato pomeriggio alla vigilia dell’Immacolata Concezione. Ecco, ne approfitto e chiedo alla Madonna di cominciare in anticipo a illuminarci la strada".

“Noi non siamo qui per ambizione, noi siamo qui per un amore: amore della Patria, dell’Italia, noi siamo patrioti, repubblicani, solidali. Ci vogliamo credere e ci crediamo dal profondo del cuore: nell’Italia, nel tricolore e nella patria. Diciamo sempre ‘il nostro Paese’, un po’ all’americana, ma i Paesi sono tanti, la patria è una. Secondo me la patria è qualcosa che ci portiamo dentro, che abbiamo dentro noi stessi perchè dobbiamo ricordare qual è l’origine della parola patria: terra dei padri". “Abbiamo l’obbligo morale di dire se crediamo di potere venire fuori da questa crisi. Ciascuno di noi deve portare nel cuore una domanda perche’ un politico che si impegna per il proprio Paese deve chiedersi che Italia lascera’ ai propri figli".

"Ringrazio gli amici e tutti quelli che, quando abbiamo deciso di non aderire alla seconda Forza Italia, mi hanno fatto i complimenti. Per me è stata una scelta dolorosissima ma è stata la scelta giusta, perché in quel momento è stata fatta una scelta che guardasse all’Italia e al futuro". "Siamo qui per fondare il piu’ grande movimento politico del centrodestra italiano", ma "non rinneghiamo vent’anni della nostra storia. Non rinneghiamo Silvio Berlusconi": e scattano gli applausi (non fragorosi) del pubblico nei confronti del Cavaliere; un gesto, quello della platea, "graditissimo", secondo Alfano.