Monica Spadafora (CGIE): “Governo fermi la fuga degli italiani all’estero”

"I prossimi cinque anni saranno cruciali per offrire non solo pareri al Ministero degli Esteri sulle tematiche di nostro interesse, ma anche e soprattutto per formulare proposte al Governo”

“In un momento in cui gli italiani all’estero si accingono a perdere ben 6 dei loro 18 rappresentanti parlamentari con le prossime elezioni, e rischiano, col Rosatellum bis, che anche i residenti in Italia possano candidarsi nella circoscrizione estero, la rappresentanza all’interno del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero non può considerarsi né un mero successo personale, né una medaglietta da attaccare alla giacca”. Lo afferma Monica Spadafora, eletta come rappresentante degli italiani nei Paesi Bassi nel Consiglio generale degli italiani all’estero.

“I prossimi cinque anni saranno cruciali per offrire non solo pareri al Ministero degli Esteri sulle tematiche di nostro interesse, ma anche e soprattutto per formulare proposte al Governo affinché esso ponga in essere azioni concrete per arrestare questa emorragia di italiani che vedono nell’estero l’unica via d’uscita”.

“Da una parte la guerra in Ucraina e la crisi economica che ne conseguirà in Europa, daranno un forte spinta affinché il fenomeno degli ultimi anni, cioè quello di esportare nuovamente manodopera, oltre ai cervelli, si accentui ancora di più; ma dall’altra, i fondi del PNRR sfruttati anche al fine di trattenere i propri figli in Patria, potrebbero essere il giusto deterrente se si agisce per tempo”.

La neoeletta al Cgie ricorda poi che “dal prossimo anno partirà il ‘Turismo delle radici’, sempre nell’ambito del PNRR. Un megaprogetto del MAECI a cui il CGIE sarà chiamato a dare un forte contributo. Ebbene, in questo percorso turistico di ‘spartenze’, in cui accompagneremo i nostri connazionali emigrati a riscoprire le loro radici, auspico non solo che siano previste misure quasi di politica sociale, che aiutino persone indigenti, soprattutto anziani che non possono permetterselo, di vedere, almeno una volta nella vita, il loro luogo natio; ma anche che si possa verificare un fenomeno di innamoramento della propria terra al punto da volerci investire e offrire occasioni di lavoro. Soprattutto nelle Regioni del Sud, che continuano a spopolarsi inesorabilmente”.

“Il CGIE è l’organismo di rappresentanza di tutte le comunità italiane all’estero presso tutti gli organismi che pongono in essere politiche che interessano le comunità all’estero, che a me piace riassumere con una sola funzione essenziale: quella di pungolo costante per il Governo affinché, dopo secoli di migrazioni necessarie, l’Italia possa prendersi il lusso di dire ai suoi figli che emigrare può essere una libera scelta, non una necessità. Io sarò lì a fare la mia parte”, conclude Spadafora.