Merlo (MAIE) a ItaliaChiamaItalia: partiti si spaccano, noi pensiamo a italiani nel mondo

Roma Lanciare il Movimento Associativo Italiani all’Estero verso le elezioni di Comites e Cgie dell’anno prossimo. In attesa di sapere se, a settembre, ci sarà ancora un governo. L’On. Ricardo Merlo, fondatore e presidente MAIE, fa il punto della situazione prima della pausa estiva e non rinuncia a qualche frecciatina verso i colleghi degli altri partiti. ‘I rimborsi degli altri rimangono a Roma, noi li spendiamo all’estero’. Già, ma come saranno spesi i rimborsi elettorali del MAIE?

On. Merlo, Berlusconi è ufficialmente un pregiudicato. Quali ripercussioni avrà questa sentenza sulla stabilità del governo?

“Preferisco sempre non commentare le sentenze dei giudici, però posso fare un commento politico: la condanna di Berlusconi è una brutta notizia soprattutto per il Pd”.

Perché dovrà rinunciare all’appiglio dell’antiberlusconismo?

“Perché questa condanna ha ridato forza a Berlusconi, sono convinto che saprà ricavarne un profitto elettorale se non farà nessun errore e se non si lascerà trasportare dalla rabbia. In questo caso sarà il Pd ad aver problemi nel governare; se fossi Berlusconi andrei avanti con questo esecutivo, ora la palla passa al Pd”.

Per quale motivo? Che cosa dovrebbe fare il Pd?

“Il Pd ha una questione interna, c’è un settore che non vuole continuare a governare con il Pdl. Al tempo stesso, però, ci troviamo di fronte a un problema: è inutile tornare al voto, anche con un altro sistema elettorale, quando ci sono tre partiti politici con uguale peso. Otterremmo di nuovo un Parlamento diviso in tre, non ha senso tornare al voto se non c’è un cambio di atteggiamento da parte di Grillo. L’unica alternativa potrebbe essere una riforma costituzionale seria verso il sistema semipresidenzialista che io sostengo da sempre perché darebbe stabilità all’Italia. Non dimentichiamo, inoltre, che bisogna cercare un accordo per la riforma della giustizia”.

Per salvare Berlusconi?

“No, per creare un equilibrio tra le parti. Negli ultimi vent’anni abbiamo assistito a enormi tensioni tra una parte del potere politico e una parte della magistratura, anche il governo Prodi è caduto perché era stata presa di mira dalle toghe la moglie dell’allora ministro della Giustizia, Mastella. Bisogna preservare l’autonomia dei poteri, ma anche cercare un coordinamento più efficace”.

Anche lei, come gli uomini del PdL, sostiene che il Cavaliere sarebbe un perseguitato politico?

“No, non sostengo la tesi della persecuzione. Il MAIE appoggerà la riforma della giustizia proprio per pacificare i rapporti tra magistrati e politica, preservando l’indipendenza dei poteri ma anche la governabilità del Paese. Il PdL deve continuare a sostenere questo governo, ci sono troppi argomenti urgenti”.

A proposito di problemi reali, quali saranno le prossime iniziative parlamentari del MAIE? Come vi state muovendo sulla questione Imu?

“Siamo a favore dell’eliminazione totale dell’Imu sia per gli italiani in Italia, sia per quelli all’estero. Parlare di iniziative parlamentari in questo clima è difficile e non voglio vendere fumo ai lettori di ItaliaChiamaItalia. Sicuramente dobbiamo difendere i consolati, le pensioni degli italiani in Argentina e Venezuela, fare in modo che a Buenos Aires sia rispettato il monumento a Colombo e cercare di aumentare i fondi per la promozione della cultura, dell’assistenza e dei consolati nella prossima finanziaria”.

Per quale motivo “è difficile parlare di iniziative parlamentari”. Sedete in Parlamento, è questo il vostro lavoro, che cosa vi frena?

“Non sappiamo nemmeno se questa legislatura finisce domani. Noi facciamo il nostro lavoro ma, ripeto, non voglio vendere fumo ai lettori del vostro quotidiano online, seguito in tutto il mondo. Lavorare così non è facile. Questo Parlamento si deve concentrare sulla riforma costituzionale, affinché sia più efficace anche per noi eletti all’estero, ma per fare questo dovremmo unirci e non è facile perché ci sono sempre i partiti di mezzo”.

Non c’è dialogo con i suoi colleghi eletti all’estero?

“Non è un giudizio sui colleghi, è solo la constatazione che ognuno gioca per il partito di cui fa parte, noi invece giochiamo per gli italiani nel mondo”.

Ha accennato alla questione dei consolati. Che cosa pensa della risposta della Farnesina? Il ministro degli Esteri sembra dire “ormai è così e si va avanti”…

“Sono totalmente insoddisfatto, bisognerebbe sostenere un’iniziativa comune riunendo i comitati degli italiani all’estero della Camera e del Senato per cambiare questa situazione. Immagino lo stato d’animo dei rappresentanti dell’Australia, dove vogliono chiudere due consolati importanti, ma anche dell’Europa e del Nord America”.

A proposito del monumento a Colombo, il Pd in Argentina sembra indicare altre posizioni rispetto a quelle del Pd centrale. Il MAIE ha avviato delle iniziative con il governo locale, come quelle annunciate dal coordinatore democratico per l’estero, Eugenio Marino?

“Sì, c’è un dialogo con il governo locale, ma penso che, purtroppo, si tratti di una decisione politica già presa. Come MAIE abbiamo portato avanti una battaglia con i nostri dirigenti e rappresentanti locali, ma ci siamo sentiti soli, nessuna forza politica ci ha accompagnato. Quando ho letto il documento del Pd di Buenos Aires sono rimasto senza parole. Rispetto Marino perché è un dirigente attivo, una risorsa per tutti noi, e rispetto anche il Pd di Buenos Aires, però quel documento che ho letto mi sembra improvvisato, frutto di una chiacchiera da bar. La gente vuole che il monumento rimanga e noi del MAIE rappresentiamo la gente, non ci mettiamo a discutere sul passato”.

A fine luglio i partiti hanno incassato il rimborso elettorale. Quanto ha preso il MAIE per i voti ottenuti all’estero? E come userà quei fondi?

“Abbiamo preso 29mila euro alla Camera e 25mila euro al Senato, li spenderemo come fatto fino ad oggi, facendo politica sul territorio. Ad esempio il 31 agosto si terrà un congresso con i dirigenti Maie del Sudamerica. Mi domando: quando accadrà che i fondi di Pd, Pdl e Scelta Civica saranno spesi per gli italiani all’estero?”.

Per quale motivo fa questa affermazione? Il MAIE percepisce i rimborsi così come gli altri partiti.

“Non ho mai sentito parlare di soldi destinati specificamente agli italiani all’estero, con iniziative e congressi, da parte dei partiti. La differenza tra i loro rimborsi, molto alti, e i nostri, è che i loro rimangono a Roma, mentre noi li spendiamo all’estero”.

Come giudica questi primi mesi di governo?

“È difficile giudicare dopo solo cento giorni, gli ultimi eventi stanno al Pd, ora vedremo le mosse interne. C’è una parte che vuole far cadere il governo per andare a elezioni e far rivincere il Pd; noi siamo con Napoletano, siamo per la pacificazione, desideriamo che questo governo d’emergenza faccia le riforme necessarie, solo dopo possiamo andare al voto. Votare ora, con questo scenario politico, significherebbe avere lo stesso risultato, l’elettorato è diviso in tre e uno di questi tre non fa nulla per cambiare la situazione. Mi riferisco ovviamente a Grillo”.

A breve si fermeranno i lavori delle Camere. Trascorrerà la pausa estiva incontrando le comunità italiane?

“Sì, sarò a San Paolo, Caracas e Montevideo. Inoltre, ci sarà il congresso del 31 agosto per lanciare il MAIE verso le elezioni di Comites e Cgie dell’anno prossimo”.