Mattarella, Ricky Filosa (MAIE): saluto a italiani nel mondo è gesto importante

“Desidero esprimere, a nome del MAIE Centro America che ho l’onore di rappresentare, la soddisfazione per le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso d’insediamento in Parlamento a favore degli italiani residenti all’estero. Durante il suo intervento, Mattarella ha infatti rivolto un ‘saluto ai connazionali all’estero’ e ha spiegato che l’Italia ha bisogno ‘di una tenace mobilitazione della comunità nazionale e di ricostruire i legami che tengono insieme la società anche tramite le forze vive della nostra comunità in Italia e all’estero’. Un pensiero, quello del nuovo capo dello Stato, che ci riempie di orgoglio e ci regala la speranza che la più alta carica della Repubblica possa tenere sempre presente di essere il presidente di tutti gli italiani, anche di quelli che vivono lontano dalla propria Patria”. Così Ricky Filosa, Coordinatore del MAIE Centro America.

MATTARELLA SALUTA ITALIANI NEL MONDO, SODDISFAZIONE DEGLI ELETTI ALL’ESTERO

Certo un saluto, pur essendo a suo modo importante e significativo, non può dare garanzia alcuna su ciò che accadrà in futuro. Ricordiamo tutti – prosegue l’esponente del Movimento Associativo Italiani all’Estero – il pensiero che l’ex premier Mario Monti rivolse ai connazionali residenti oltre confine nel suo discorso di insediamento nell’aula della Camera. Il governo Monti, però, fu spietato nei confronti degli italiani nel mondo: basti pensare – commenta Filosa – alla tassa sulla prima e unica abitazione posseduta in Italia dagli italiani all’estero, o alla raffica di chiusure di consolati e ambasciate. Vero è che un presidente della Repubblica non ha il potere esecutivo proprio di un capo di governo. Ecco quindi che l’accenno agli italiani nel mondo e la necessità che anche loro si mobilitino per ricostruire ‘i legami che tengono insieme la società’ resta in ogni caso un invito a considerare protagonisti di una svolta nazionale anche i cittadini italiani residenti oltre confine. E questo – conclude il coordinatore del MAIE -, in un Paese che troppo spesso si dimentica dei propri figli all’estero, è comunque un gesto di considerazione nei confronti delle comunità italiane residenti nei cinque continenti”.