Massimo Romagnoli (MdL): “La pandemia ha cambiato il mondo, uniamoci attorno a valori e simboli comuni”

“Occorre che la Comunità internazionale, gli Stati ricchi, quelli, per intenderci, del nord del mondo, sostengano lo sviluppo economico e sociale dei Paesi che lottano”

Massimo Romagnoli, fondatore e presidente del Movimento delle Libertà

“Uno sguardo politico che si riprometta oggi di analizzare, nel quadro internazionale, il ruolo del nostro Paese ed il posizionamento del nostro Movimento, non può in alcun modo prescindere da ciò che è accaduto nel Mondo nel 2020”. Massimo Romagnoli, Presidente del Movimento delle Libertà, spiega “che la forza della pandemia ha portato alla consapevolezza di una grande fragilità del mondo che ci circonda, ad una grande richiesta di bisogno di protezione da parte delle persone in genere, nonché ad una grande necessità di sviluppo complessivo, sul piano economico e sociale.

L’epidemia che ha mietuto vittime e minaccia tuttora la vita e la salute di miliardi di persone, che ha cambiato, e non in modo provvisorio, anche il nostro modo di concepire il lavoro, la scuola, la vita sociale e di relazione, e dunque anche in parte la natura e la qualità dei diritti da difendere, muterà, in modo permanente, le forme del nostro stare nel mondo.

Anche la dimensione economica oltre ad essere stata profondamente incisa dalla pandemia, ha assunto connotazioni particolari: rispetto alla crisi del 2008, ad esempio, l’attuale situazione non ha solo dimensioni finanziarie ma impatta proprio sull’economia reale, modificando quindi, nel concreto, modelli e stili di vita personali, delle comunità grandi e piccole in cui viviamo, giungendo a lambire ambiti nazionali e sovranazionali”.

Nella sua lucida analisi, Romagnoli reputa “che c’è una straordinaria necessità di assumere una visione globale e multilaterale del c.d. “nuovo ordine mondiale”. Particolarismi, nazionalismi e debolezze, come quelle che purtroppo anche l’Europa ha mostrato negli ultimi anni, non sono, in tal senso, di grande ausilio.

Occorre che la Comunità internazionale, gli Stati ricchi, quelli, per intenderci, del nord del mondo, sostengano lo sviluppo economico e sociale dei Paesi che lottano, invece, per uscire dalla povertà e dalla marginalità, per asserire con forza che ogni uomo e ogni donna sono titolari di diritti irrinunciabili e inalienabili, quali quelli del diritto alla vita, all’emancipazione e di poter sostenere una vita dignitosa.

Noi del MdL crediamo che solo il negoziato, il compromesso, il dialogo tra “nemici” o presunti tali, possano garantire l’affermazione e la salvaguardia di questi valori, che vanno tutelati e difesi anche prendendo parte, come l’Italia fa da tempo, a missioni umanitarie e in campo militare.

La pandemia, oltre ad avere, come già affermato, inciso negativamente a livello economico, ha evidenziato limiti importanti ed incapacità sia di singoli Paesi ma anche di diverse e importanti Istituzioni, internazionali e sovranazionali”.

“Il clima di sofferenza, di difficoltà, d’incertezza che stiamo vivendo – sottolinea, infatti, il Presidente Romagnoli – rende ancora più stringente la necessità di una sostanziale unità di tutti i cittadini del mondo attorno a valori e simboli comuni”.