Maschio alpha, mito o realtà? – di Simona Aiuti

Il maschio alpha o maschio dominante è il sempre il capobranco, e ciò riporta a identità e scenari animaleschi, ma dopotutto in fondo è così. Il più forte del gruppo è lui, ed essere la sua femmina farebbe salire di un gradino nella scala sociale qualunque donna e anche questo è innegabile. Durante una cena o un’altra situazione pubblica, darebbero alla prescelta un posto d’onore. Tuttavia molte donne alpha, perché ci sono anche quelle, morirebbero di vergogna, ma non avrebbero più il coraggio di presentarsi dalle amiche. Però nel regno animale le femmine si accoppiano solo con il maschio alpha per garantire la sopravvivenza della prole e della specie, quindi la fanciulla dovrebbe sentirsi gratificata dalle sue testosteroniche attenzioni.

Negli esseri umani l’uomo alpha coincide con il leader del gruppo e noi vogliamo che “quel lui” sia maledettamente leader. Basti notare che la parola leader deriva dall’inglese “to lead” e significa condurre, mica pizza e fichi! L’uomo alpha come un Capitano dei Carabinieri, un noto regista, o un attore come Benicio Del Toro o Alessio Boni, però non comandano e non usano la forza fine a se stessa, né dominano i membri del loro gruppo, bensì li coinvolgono e li guidano ed io in tutta onestà, non voglio essere né condotta, né guidata né fecondata da quei geni pronti all’assalto con la baionetta, il coltello tra i denti, la scimitarra a portata e un geolocalizzatore puntato verso la mia vagina per iniettare un liquido fosforescente per un mio solitario ovetto. La stessa cosa credo valga per moltissime altre donne.

Questo genere di maschio denota sicurezza, decisione, imperturbabilità e carisma, che sono senz’altro le sue principali caratteristiche, ma forse per me ne ha pure troppe di caratteristiche! Con uno così dovremmo sempre violare il nostro rigore emotivo, e sarebbe sgradevole come può esserlo all’età di tredici anni, il fidanzatino che ti spinge la testa verso il basso, con un sofisticato metodo di comunicazione subliminale, che intende indurti alla cara vecchia fellatio. E noi spesso questo non possiamo farlo; si può mentire con il corpo ma non con il cuore, insomma, fingere romanticherie no!

Possiamo accettare il sesso senza cuore, e il sesso fingendo di non amarsi che fa a cazzotti con l’emotività, il sesso senza l’sms del giorno dopo, l’acrobazia orizzontale fine a se stessa per occupare abusivamente il letto, ma non il sesso senza onestà. Perché alla fine il sesso è una cosa primitiva, brutale perfino, istintiva, ma inesorabilmente vera. Molte di noi non possono evocare l’amore se non c’è un motivo per farlo. Credo negli occhi che sanno guardarsi e dirsi tutto senza dire una parola, ma sempre la verità.