Marò italiani all’estero, questione di dignità nazionale – di Marco Zacchera

Con il 2015 inizia il quarto anno del calvario dei nostri due marò formalmente detenuti in India, ma a distanza di quasi tre anni dai fatti l’India non ha ancora neppure formulato una incriminazione. 

Alla Farnesina sono nel frattempo passati quattro ministri degli Esteri e siamo allo stesso punto. Quando il ministro Terzi si impuntò e sostenne che i nostri due militari non dovevano essere restituiti all’India, si ironizzò su di lui e invece aveva tutte le ragioni. Adesso si discuterà addirittura se fare tornare a Delhi il nostro marinaio che è in Italia per cure mediche!

Mi chiedo piuttosto perché, con un colpo di mano non certo impossibile, non si possa invece far tornare in Patria anche l’altro: gli indiani protesterebbero un po’ per la forma, ma alla fine sarebbero perfino contenti anche loro di aver così chiuso una grana senza uscita. D’altronde se un paese come l’India dimostra totale inosservanza dei più basilari principi giuridici perché l’Italia deve fare l’anima candida?

Certo nessuno ci sta aiutando a livello internazionale ed europeo, né l’Italia ha il coraggio – per esempio – di ritirarsi per protesta dalle missioni di scorta internazionale alle navi nell’Oceano Indiano.

Facciamo ridere il mondo: per esempio avete avuto notizie dell’ineffabile ministro Mogherini che ora è perfino stata promossa “ministro degli Esteri” dell’intera Unione Europea? “Li porteremo a casa!” promise ufficialmente un anno fa la sofisticata lady democratica cinguettando in elegante completo color rosa salmone… Ma i nostri soldati li stiamo ancora aspettando ed è a loro che vanno i primi auguri per l’anno nuovo: rappresentano ormai una questione di dignità nazionale.

*ex deputato PdL, già sindaco di Verbania