"Nonostante quello che e’ accaduto in questi tre anni, ho fiducia nelle istituzioni". Le parole di Massimo Girone, il maro’ rimasto in India, rimbalzano in Italia come un macigno. E il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non le lascia cadere nel vuoto, lanciando un duro attacco a New Delhi: e’ mancata la volonta’ "politica di una soluzione equa" dice il capo dello Stato, in diretta con l’India, nel collegamento con i militari impegnati nelle missioni all’estero per gli auguri di Natale. Il capo dello stato, visibilmente commosso in diverse occasioni per quello che lui stesso ricorda essere il suo "ultimo saluto ai militari" (ribadendo indirettamente l’imminenza delle sue dimissioni), punta il dito sul complicato e mal funzionante sistema giudiziario indiano ("non e’ solo quello italiano che non funziona…") usando toni forti nei confronti dell’India che non ha mantenuto la parola. O almeno le rassicurazioni. Quelle che – ricorda – gli aveva fornito il nuovo ambasciatore indiano, quando un anno fa, presentandogli le credenziali, gli aveva assicurato che le autorita’ indiane avrebbero lavorato per un processo "rapido e equo" nei confronti dei due fucilieri di Marina.
Parole che sono "rimaste tali", stigmatizza Napolitano, annunciando che affrontera’ la questione martedì con il premier: "conto nel colloquio che avremo martedì mattina di avere notizie aggiornate sugli ultimi passi verso le autorita’ indiane", spiega non dimenticando di inviare il suo messaggio di apprezzamento ai maro’. "Sono molto colpito dalla serenita’ mostrata da lei e le vostre famiglie", dice rivolgendosi a Girone che e’ rimasto in India dopo che la giustizia indiana gli ha negato il rientro (chiedendo anche il ritorno, nei tempi stabiliti, di Salvatore Latorre in Italia per curarsi dopo l’ictus). "Ogni giorno il mio pensiero va a Salvatore Latorre che vive una situazione difficile", aggiunge il maro’ senza lasciar trasparire emozioni per una situazione complicata che non trova sbocco.
Napolitano, che si collega anche con Samantha Cristofaretti, dalla stazione internazionale spaziale – "simbolo dell”eccellenza italiana nella scienza e nella tecnica: grazie a lei gli italiani sono fieri nello spazio", sottolinea – coglie l’occasione per ricordare l’importanza ed il ruolo dei militari italiani nelle missioni internazionali, un "contributo straordinario". E taccia di "miopia" chi critica le missioni internazionali. Da Herat al Libano, dal Kosovo alla nave Doria impegnata nell’antipirateria, Napolitano si collega con tutte le missioni italiane. Anche con quella impegnata nel Mediterraneo. Occasione per ricordare "l’impressionante numero vite salvate" e ribadire il messaggio italiano: "ci auguriamo che dopo una prolungata sottovalutazione e non valorizzazione del problema immigrazione da parte europea" ci sia un accordo per "sforzarsi in un’azione efficiente come Mare Nostrum".
In diretta dall’Afghanistan anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti che torna sui maro’: "siamo vicini a Latorre, che e’ in Italia per curarsi e soprattutto a Salvatore Girone, che si trova ancora in India". E che – le ha fatto eco l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli – "vive da tre anni con dignita’, come un astronauta nell’ambasciata di Delhi, sopportando la solitudine di chi non ha la certezza del proprio futuro: c’e’ comunque la convinzione che nel 2015 si trovera’ una positiva conclusione", dice fiducioso.