Marino un’umiliazione per Roma e per l’Italia – di Antonio Gabriele Fucilone

Roma Marino festa in piazza del Campidoglio - fotografo: benvegnù - Guaitoli - lannutti

Il Sindaco di Roma Ignazio Marino si è dimesso. Non poteva farlo prima? Marino non si sarebbe dovuto dimettere per quattro cene al ristorante pagate con i soldi dei romani o per la visita fatta (sempre a spese dei romani) a Philadelphia, visita che ha fatto arrabbiare il Papa, il quale ha smentito la voce secondo cui sarebbe stato lui ad invitarlo all’incontro sulla famiglia; Marino si sarebbe dovuto dimettere perché è stato un pessimo amministratore.

Marino non è mai stato presente nei momenti brutti di Roma. Cito (come esempi) gli allagamenti o il caso dei funerali di Vittorio Casamonica, boss dell’omonimo clan criminale. Dov’era Marino in quei momenti? Marino era negli Stati Uniti d’America o nel Mare dei Caraibi a fare immersioni. Va detto, però, che anche il Partito Democratico e Matteo Renzi (che è premier e segretario del partito) hanno delle responsabilità. Appena si è iniziato a parlare di "Mafia Capitale", di Massimo Carminati, di Salvatore Buzzi e delle infiltrazioni di quel sistema nel Consiglio comunale capitolino, Renzi ed il Partito Democratico avrebbero dovuto spingere Marino a dimettersi, invece di continuare a dire: "E’ l’eredità della giunta precedente, quella di centrodestra". Lo hanno tenuto lì e Roma è sprofondata nello sfacelo.

Oggi la città vive nel degrado. C’è tanta sporcizia. Cito come esempio il caso dell’ex-cartiera di Via Assisi. Una città come Roma merita di meglio. La vicenda di Marino è stata un’umiliazione per Roma e per l’Italia.