Marina? L’unico Berlusconi è Silvio – di Andrea Lorusso

Matteo Renzi non rappresenta una idea, una visione, ma una tendenza. Ovvero quella indissolubile e poco romantica passione degli italiani di avere camaleontiche metamorfosi all’insegna dei vincitori, più che adesione di intenti e di progetti. Il treno Arcore – Firenze ci ha impiegato 20 anni per giungere a destinazione, eppure sembra che la sinistra finalmente si sia messa in sintonia con quel corpo estraneo che fino a pochi mesi fa combatteva come un batterio cutaneo, pur di vincere le prossime elezioni.

Perfino il PdL – Forza Italia pare andare a rimorchio dei democratici oggi. Con un Berlusconi messo all’angolo dalle procure, e la volontà di sfornare una sfida “di famiglia” all’establishment d’apparato. L’8 dicembre il centro-destra potrebbe presentare come duellante al sindaco fiorentino un’altra “M.”, femminile, imprenditrice, dal cognome pesante. La figlia del Cavaliere prona dinanzi alla nobile causa della successione democratica.

L’unico Berlusconi è Silvio e gli italiani, così ci dicono i sondaggi e gli umori, non hanno ancora deciso di abbandonare il proprio leader. Allora perché invece di regalare alla gogna, al pubblico ludibrio, un’altra famigliare, non ci si concentra sulla riforma della giustizia? Perché i governativi, invece di sfornare comunicati di solidarietà, non imbracciano le armi in nome delle larghe intese e della pacificazione istituzionale dinanzi a Napolitano e Letta?

Se avessero avuto più dignità e meno sete di potere e palcoscenico, se avessero avuto un pizzico di riconoscenza nei riguardi di chi ha dato loro tutto, una poltrona, una autorità, un ruolo, una indennità, e se davvero fossero stati mossi dal solo intento di guardare ad una “nuova destra”, avrebbero sanato la questione B., lo avrebbero aiutato a mantenere il seggio e l’imprinting sulla scena e solo allora, da galantuomini, avrebbero abbandonato il partito uscendo allo scoperto con una nuova formazione. Misurandosi col loro padre politico.

Fantapolitica? Sì. Lo è, almeno in questo Paese, parliamo di fantasia. Una classe di inetti che si fa rimborsare perfino i feltrini delle sedie coi contributi pubblici, quale grande atto può compiere?

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