Malan (PdL) a ItaliaChiamaItalia: si torni al voto, questo governo è finito – di Barbara Laurenzi

Roma – “Abbiamo constatato che non esistono più i margini per un vero lavoro comune e, per questo motivo, abbiamo dato la nostra disponibilità per approvare i provvedimenti più urgenti in una settimana. Dopo di che occorrerà far nascere un nuovo governo per il Paese”. Con queste parole il senatore PdL Lucio Malan spiega a ItaliaChiamaItalia i motivi che hanno spinto i ministri berlusconiani a lasciare l’esecutivo Letta. Gli stessi motivi ai quali dovrebbero credere gli elettori, ma il condizionale è d’obbligo.

Quindi, secondo le sue parole, la scelta di porre fine al governo sarebbe colpa del governo stesso?

“Esatto. Abbiamo fatto tutto il possibile per scongiurare un aumento delle tasse, che è stata la nostra prima promessa elettorale, ma dal Pd non c’è stato ascolto. È evidente che non ci sono più i presupposti per governare insieme; noi abbiamo degli obiettivi, loro ne hanno altri”.

Sta dicendo che le vicende personali di Berlusconi non hanno influito sulle decisioni degli ultimi giorni?

“La vicenda di Berlusconi non c’entra nulla, lo dimostra il fatto che la nostra decisione di abbandonare il governo non può influenzare il voto sulla decadenza di Berlusconi da senatore che potrebbe essere votata persino a Camere sciolte. Nemmeno le decisioni e i tempi della magistratura cambiano in base alla nostra presenza o meno in maggioranza”.

Se è vero che il Cavaliere non c’entra, per quale motivo avete scelto di sfilarvi dall’esecutivo proprio in questo momento?

“Perché proprio in questo momento abbiamo constatato che ci veniva imposto di alzare le tasse. Noi volevamo impedire l’aumento dell’Iva ma questo, secondo il Pdl, non deve essere controbilanciato da altri aumenti come, ad esempio, le accise sulla benzina”.

Non tutti sembrano pensarla come lei. Il Pdl sta implodendo?

“No, il Pdl non implode. Al contrario, all’incontro di lunedì sera si è registrata una forte unità di intenti sulle proposte di Berlusconi che, a sua volta, ha riconosciuto che le dichiarazioni dei ministri Pdl erano comprensibili e animate da buone intenzioni. Sappiamo bene, come hanno sottolineato alcuni ministri, che dovremo spiegare ai nostri elettori tutti i cambiamenti operati in queste poche ore”.

Alfano, però, è stato tra i primi, e maggiori, dissidenti. Come fate a fidarvi ancora di lui?

“Ritengo che sia tutto superato. Ancora lunedì sera Alfano era al tavolo della presidenza insieme a Schifani e Brunetta e questo significa che sposa le visioni del partito”.

Cicchitto e Giovanardi, però, hanno dichiarato che questa Forza Italia non ha una direzione…

“Forza Italia esce rafforzata e unita da tutto ciò che sta accadendo e questo proprio perché Berlusconi ha sentito tutti i membri del partito e ha valutato tutti i possibili punti di vista”.

Non temete che andare alle urne in questo momento significhi regalare molti seggi a Grillo?

“Credo che gli elettori considereranno il programma elettorale. Inoltre, chi vota oggi ha visto all’opera i parlamentari del Movimento 5 Stelle e, proprio per questo, non credo che saranno valutate positivamente le proposte di segno distruttivo, come quelle dei pentastellati”.

Anche staccare la spina a un esecutivo è, però, un atto distruttivo…

“L’ideale è che i governi durino l’intera legislatura, come abbiamo fatto noi stessi in passato. Nel momento in cui, però, si constata che non si è più operativi, passare a un’altra fase è segno di responsabilità, le elezioni sono un fatto strutturale e democratico. Lo stesso Pd aveva esitato nel creare un governo di larghe intese, si poteva fare di più, ma alcune cose sono state portate a termine. Non abbiamo perso sei mesi di tempo e quello che rimane da completare sarà portato avanti nei prossimi giorni. Non dimentichiamo che anche a Camere sciolte si possono approvare i decreti”.

Non pensate che votare con questa legge elettorale significhi ritrovarsi nuovamente con un Parlamento diviso in tre parti uguali?

“Certamente ogni legge elettorale ha il suo modo di ripartire i seggi. Per evitare ciò che è successo a febbraio bisogna esaminare la possibilità di effettuare un’opportuna modifica sui problemi evidenziati dalla Corte Costituzionale e, per questo, basta un emendamento di poche righe”.

Non pensa che, se fosse stato così semplice, sarebbe stato già fatto?

“Finora non siamo riusciti a modificare la legge elettorale perché cercavamo di portare avanti una grande riforma complessiva e, purtroppo, non siamo riusciti a trovare un accordo. Su questo piccolo emendamento di correzione, invece, nessuno avrà da ridire, anche perché è la stessa Corte a richiederlo”.

Mercoledì il premier Letta a quanto pare  porrà la fiducia, nel frattempo Berlusconi ha invocato le elezioni entro novembre. È meglio rischiare l’instabilità economica e politica piuttosto che mantenere in vita questo governo?

“Auspichiamo le elezioni perché non ci sono più i presupposti per mantenere in vita il governo. Se da mercoledì dovesse uscire fuori un esecutivo poggiato su qualche senatore fuoriuscito, ci troveremmo di nuovo in una situazione di inoperatività e inutilità”. 

In questi giorni i figli di Berlusconi, in particolare Barbara, sono al centro dell’attenzione mediatica. Entreranno nel partito? Il centrodestra italiano è destinato a dipendere da una dinastia?

“E’ possibile, ma dipende da loro. Barbara ha già negato questa possibilità, credo che se volessero impegnarsi non troverebbero certo resistenze all’interno del partito”.

Capire l’eventualità di una successione familiare è importante perché, probabilmente, alle prossime elezioni Berlusconi non sarà più candidabile. Alfano è l’uomo giusto per sostituirlo?

“Se si andrà alle elezioni dovremo scegliere un uomo o una donna di punta, indipendentemente dal cognome. Alfano è una delle opzioni”.

In base alla sua personalità e al suo operato, sia dentro il partito che nel governo, è realistico pensare che sia lui l’erede del successo elettorale di Berlusconi?

“Credo che Alfano sia un politico capace, bravo nel comunicare e in grado di svolgere i suoi compiti con buoni risultati, lo ha dimostrato sia come ministro della Giustizia che agli Interni. È un uomo di punta nel partito, tutto il resto sarà stabilito al momento opportuno”.