Ma questi Comites a cosa servono? Il caso di Norimberga – di Nello Passaro

Curiosando in Internet, anche perché preso dal desiderio di verificare se nella Franconia, territorio su cui dovrebbe operare il rinnovato Comites, ci fossero delle novità nonchè segnali di efficienza da parte del rinnovato organismo rappresentativo locale, mi sono imbattuto, pochi giorni fa, nel sito del Comites di Norimberga. Niente di tutto questo. Con mia grande sorpresa, il sito riporta tuttora  la stantia immagine dell‘ex presidente e la documentazione della passata gestione. Nessun indizio inerente l’attuale, come se le elezioni non fossero avvenute ed il tempo si fosse  fermato.

E‘ appena il caso di ricordare che le elezioni hanno visto un esiguo, quasi ridicolo, numero di elettori, a conferma  della scarsissima presa territoriale della istituzione. E‘ come se il tutto si svolgesse  in famiglia. E si sa che queste sono restie a far trapelare le loro cose interne, che custodiscono gelosamente.

Assumendo informazioni al riguardo, sembra che l’attuale Comites di Norimberga sia già in crisi e che fino ad ora non abbia assolto affatto al compito istituzionale previsto. Le cause di questa deprimente situazione sono dovute – secondo quanto appreso – alle solite beghe interne che caratterizzano per lo più questi organismi, che in questo caso hanno visto come protagonisti il nuovo Presidente eletto, il CTIM e l’on. Mario Caruso.

Pare che il Presidente eletto, dipendente di un Patronato, per ingerenza da parte dell’on. Caruso, sia stato anche licenziato e sfiduciato. Il motivo del licenziamento sembra sia dovuto al fatto che il Presidente non abbia votato il candidato che l’on. Caruso gli aveva imposto in seno alla elezione del Presidente dell’Intercomites.

Sta di fatto che nonostante si siano effettuate spese per il rinnovo di questi famigerati organismi rappresentativi degli italiani all’estero, ci troviamo di nuovo di fronte a situazioni incresciose e abominevoli i cui protagonisti, per un verso o per l’altro, non fanno altro che perseguire obiettivi di carattere personale strumentalizzando il voto e la fiducia dei loro elettori, vanificando gli sforzi economici dell’Italia, rendendo inutile la presenza di questi pseudo organismi di difesa e promozione teorica degli interessi degli italiani sul territorio. E l’Amministrazione italiana, leggi Console di Monaco, sta a guardare!

Se confermato, questo episodio dimostra ancora una volta che molti di questi organismi subiscono tuttora l’ingerenza dei Patronati e dei loro sponsorizzati rappresentanti eletti all’estero che – come nel caso specifico dell’On. Caruso eletto nella lista Monti – manovrano nel sottobosco con arroganza e strafottenza, lucrando per il mantenimento delle loro posizioni (leggi poltrone e varie), garantite dalla durata dell’attuale legislazione, che tutti – mi riferisco a tutti gli eletti all’estero – si augurano duri il più a lungo possibile nel loro esclusivo interesse.

Saranno pure cambiati i suonatori, ma la musica sembra sia la stessa, mentre trova tuttora credito la tesi secondo la quale il  migliore funzionamento di questi organismi dipenda dalla loro riforma legislativa. A tutto si riesce sempre a trovare un alibi e a mascherare la triste realtà.