Libia, il Male Assoluto è vicino. Obama, yes, you can! – di Margherita Genovese

epa04611936 Libyan security forces gather at Martyrs Square before being deployed to secure Tripoli, Libya, 09 February 2015. According to media reports, security forces of the Central Security Administration were deployed in the capital as part of the Interior Ministry plan to secure the capital. Libya has in recent months seen its worst violence since the 2011 ouster of longtime dictator Muammar Gaddafi, after an Islamist-led militia seized the capital Tripoli, forcing the elected parliament and its government to relocate to the far eastern city of Tobruk. EPA/STR

Se è vero come è vero che ogni popolo ha il governo che si merita, è innegabile, alla luce degli eventi drammatici che stiamo registrando in Libia, che il popolo libico, anzi, le tribù libiche, meritavano di sottostare alla tirannia del colonnello Gheddafi,  certamente crudele perfino più di quanto si dice, ma proprio per questo capace di tenere a freno le rivolte tribali e chiudere gli spazi della sua terra (e della nostra!) ad eventuali invasori di ogni sorta e di qualsiasi origine, anche araba. La paura è il miglior deterrente per ogni "buon selvaggio": tolta la paura, avanza l’anarchia.

Questa idea degli occidentali di voler esportare la democrazia, arrivando perfino ad imporla con le armi, fa pensare a quei genitori che vogliono imporre un loro orientamento sessuale a un figlio già diversamente orientato. E mi si perdoni l’accostamento leggero rispetto a situazioni tragiche: le cosiddette primavere arabe le abbiamo viste solo noi, interpretando le piazze alla maniera dell’agorà ateniese.

Ma non è la democrazia dell’antica Grecia il modello che i giovani carnefici succubi di un devastante fanatismo pseudoreligioso vogliono instaurare adesso in Egitto o in Libia; è la ferocia e la schiavitù dei tempi di Tamerlano o di Gengis Kahn. E non sono videogames quei sacrifici di sangue umano che ci stiamo abituando a far digerire alle nostre coscienze tra una canzone di Sanremo e una pubblicità del Mulino Bianco. Ma immagini di una escalation di crudeltà pericolosamente reale e vicina.

L’Italia che si mostra pronta a inviare 5000 nostri soldati ad affrontare indomiti la guerra al Male Assoluto, non può illudersi di ripetere l’impresa mitica di Davide contro Golia. Qui ci vuole ben altro: ci vogliono i potenti responsabili di avere spezzato gli equilibri, sbagliando clamorosamente sulle prospettive e rimanendo inerti dinanzi al moltiplicarsi dei segnali; ci vogliono i marines, ci vuole lo Sbarco in Normandia, ci vogliono i tanks, ci vuole la Raf. La difesa del nostro territorio e del nostro popolo val bene una pioggia di missili sulla Libia del nuovo nazismo. Prima che ci arrivino in casa i loro. Obama, se ci sei, batti un colpo!