Le scarpe made in Italy puntano sull’online

Per far fronte a una delle emergenze economiche più gravi della Storia in seguito all’epidemia coronavirus

La Prealpina oggi in edicola si chiede come riprendersi da questa crisi economica causata dall’emergenza coronavirus. Ebbene, “indubbiamente – si sottolinea – l’e-commerce rappresenta l’àncora di salvezza più gettonata per tutti coloro che sono rimasti privi dei canali di distribuzione tradizionali da oltre un mese e mezzo”.

Dunque “non stupisce la scelta delle griffe del calzaturiero “Made In Italy” di raggiungere grossisti e rivenditori di oltre 50 Paesi facendo ricorso a una piattaforma web multicanale.

La piattaforma in questione si chiama BDroppy ed è frutto di un accordo tra Assocalzaturifici, la Confindustria della scarpa, e Brandsdistribution, azienda italiana leader nel commercio “b2b” che può vantare un pacchetto di più di 450 mila rivenditori iscritti nel mondo, 1,2 milioni di visualizzazioni all’anno e oltre 100 milioni di euro di vendite realizzate.

Siro Badon è il presidente di Assocalzaturifici, uno dei segmenti industriali fondamentali del sistema moda, forte di 4.300 aziende, 75 mila addetti, un fatturato annuo di 14,3 miliardi di euro, per l’ 85% destinato alle esportazioni, e un attivo commerciale di quasi 5 miliardi di euro.

«In questo momento – spiega Badon -, segnato dall’emergenza epidemiologica Covid-19, che in ottemperanza alle restrizioni imposte dai vari decreti governativi, ha di fatto portato alla chiusura temporanea dei negozi di calzature e abbigliamento, la collaborazione avviata dalla nostra associazione per portare sulla piattaforma digitale BDroppy tutti i principali marchi calzaturieri italiani può rappresentare una concreta opportunità per le molte nostre imprese che vantano prodotto di eccellenza ma che non hanno le risorse per emergere autonomamente nell’ universo online».