Lavoro, disoccupazione record (13,4%). Cresce anche quella giovanile

A novembre il tasso di disoccupazione sale al 13,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,9 punti nei dodici mesi. I dati dell’Istat certificano il nuovo massimo storico, il valore più alto sia dall’inizio delle serie mensili (gennaio 2004) che delle trimestrali (dal 1977). A novembre 2014 gli occupati sono 22 milioni 310 mila, in diminuzione dello 0,2% sia rispetto al mese precedente (-48 mila) sia su base annua (-42 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,5%, diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e rimane invariato rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 457 mila, aumenta dell’1,2% rispetto al mese precedente (+40 mila) e dell’8,3% su base annua (+264 mila).

Sempre più drammatica la situazione per quanto riguarda i giovani: il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 43,9%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti nel confronto tendenziale. I disoccupati tra i 15-24enni sono 729 mila mentre l’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari al 12,2%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti su base annua. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 2,2% rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività, pari al 35,7%, rimane invariato in termini congiunturali e diminuisce di 0,7 punti su base annua.

"I dati diffusi oggi dall’Istat evidenziano l’allineamento dell’occupazione con il quadro economico generale del nostro paese, confermando come l’andamento del mercato del lavoro ne segua le evoluzioni": così il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, in una nota di commento sui dati Istat relativi ad occupati e disoccupati: "Continua a destare particolare preoccupazione – aggiunge – il dato relativo alla disoccupazione giovanile, anche se il numero assoluto degli occupati nella fascia d’ età 15-24 anni rimane stabile rispetto ai mesi precedenti. Inoltre, il tasso di disoccupazione generale viene significativamente influenzato dal costante aumento dei cittadini che si attivano per cercare un lavoro, tanto è vero che il numero degli inattivi a novembre è il più basso degli ultimi due anni.

La consapevolezza di questa situazione ha motivato le scelte del governo contenute nella legge di stabilità ed il rapido avvio dei decreti di attuazione della riforma del mercato del lavoro. Solo nei prossimi mesi se ne potranno vedere gli effetti. È infatti ragionevole ipotizzare che la decontribuzione triennale totale prevista per i nuovi assunti a tempo indeterminato nel 2015 e l’attivazione del contratto a tutele crescenti, abbiano influito e possano influire sulle scelte di molte imprese, spingendole a rinviare la decisione di procedere a nuove assunzioni nel momento in cui saranno pienamente operativi questi strumenti che le rendono più convenienti". Ma dall’opposizione il senatore Fi Maurizio Gasparri va all’attacco: "Zero crescita, zero occupazione, zero incentivi alle imprese. Oggi altra mazzata: tasso di disoccupazione salito al 13,4%. Record assoluto".