La legge di Stabilità di Renzi non aiuta l’Italia – di Giorgio Brignola

E’ inutile fare finta di nulla. La crisi economica italiana c’è sempre e si fa sentire. Le promesse di Renzi, per ora rimaste tali, non hanno contribuito a migliorare il processo involutivo che ci coinvolge. Come sempre, sono i redditi medio/bassi i più colpiti. Pur con un’inflazione ufficiale a”zero”, vivere nel Bel Paese resta un’impresa.

Mentre la Legge di Stabilità per il nuovo anno è in discussione in Parlamento, i problemi di liquidità per il quotidiano restano evidenti. Come a scrivere che oltre il 30% delle famiglie italiane continuano a essere più “povere”, avendo modificato il loro tenore di vita. La stessa dinamica dei prezzi continua a evidenziare un’Italia “differente”.

A sud si vive con meno rispetto al nord. Mentre il mercato del lavoro resta frenato; nonostante i provvedimenti governativi, la “rinuncia” resta l’unica via per far bilanciare i conti familiari. La povertà non è un termine privo di contenuti e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Ci sono, ancora, troppe incoerenze da eliminare e privilegi da ridimensionare. Vivere con “meno” non è impossibile, ma, certamente, è più difficile. Soprattutto quando la crisi è, soprattutto, di liquidità.

Del resto, anche un’analisi più dettagliata dell’economia spicciola nazionale evidenzia un divario tra il potere d’acquisto di parecchi generi anche di prima necessità. Vivere con poco, da noi, è una necessità della quale avremmo fatto, volentieri, a meno. A questo punto, con molta obiettività, non siamo in grado di fare delle previsioni economiche per il 2016.

Con la contrazione dei consumi, lo stesso meccanismo commerciale italiano subirà un successivo contraccolpo. Gli effetti di una politica ancora incerta avranno il loro ruolo su un’economia che evidenzia, ancora, una palese mancanza di fiducia. Pur con tutte le assicurazioni, delle quali non ci fidiamo in toto, l’inflazione potrebbe rialzare la testa con una conseguente diminuzione del potere d’acquisto interno.

Dopo il varo, ormai imminente, della nuova legge di stabilità, il 2016 sarà il banco di prova di quanto abbiamo scritto. Per una volta, anche solo per questa volta, ci auguriamo d’aver fatto male i nostri conti.