CGIE Svizzera, governo Renzi massacra gli italiani nel mondo

“I dati riportati nel documento economico e finanziario per gli interventi del governo italiano a favore delle politiche rivolte ai cittadini italiani residenti all’estero destano una forte preoccupazione e un serio allarme per il pericolo che potrebbe abbattersi l’anno prossimo sul ‘sistema degli italiani nel mondo’ per l’insufficiente agibilità dei capitoli di spesa indispensabili al suo funzionamento”. Lo scrivono in una nota i consigliere svizzeri del CGIE.

“A fronte degli interventi complessivi di euro 14’471’033 stanziati nel bilancio corrente, la previsione per l’esercizio amministrativo del 2016 è di euro 11’073’413. Una decurtazione di euro 3’397’620 alla quale va ad aggiungersi la mancanza di copertura finanziaria per il richiamo di ulteriori 64 insegnanti metropolitani, che non verranno sostituiti. Il taglio dei finanziamenti ( euro 8.625.548 per il 2016 contro euro 11.919.796 nel 2015,) colpisce pesantemente i corsi di lingua e cultura italiane, strumento strategico di diffusione della lingua e della cultura italiana. Grazie ad essi, l’Italia ha tratto e trarrà benefici non solo d’immagine, ma anche in termini di ritorno economico, turistico e commerciale. La riduzione delle risorse rende gravoso il funzionamento dei Comitati degli italiani all’Estero, del Consiglio degli italiani all’estero, restringe l’assistenza indiretta ai meno abbienti e contrae le attività informative e culturali nel mondo”.

“Che il sistema degli italiani all’estero collassi ed è prossimo all’implosione, se non sopraggiunge una celere virata, è un dato di fatto. Perciò la nostra vibrata richiesta di un cambiamento di strategia è motivata e puntuale. Aggredire gli sprechi della spesa pubblica è uno degli obiettivi condivisi anche dagli italiani all’estero, ma l’accanimento terapeutico con cui da anni si sta intervenendo sui soliti capitoli di spesa è diventato oramai insostenibile. Siamo fortemente delusi che i nuovi segnali della ripresa economica italiana non producano nessuna inversione di tendenza a favore delle comunità italiane all’estero. Eppure anche noi concorriamo alla ripresa del sistema paese. Per questo motivo chiediamo al governo italiano, ai parlamentari eletti nella circoscrizione estero, al ministro degli esteri, ai gruppi parlamentari della Camera e del Senato di adoperarsi nel recupero di risorse sufficienti a ripristinare il sistema Italia nel mondo. Ricordiamo, senza piangerci addosso, i sacrifici e gli indescrivibili disagi causati dallo smantellamento delle rete diplomatico consolare e la riduzione di organici con cui la rete deve far fronte alla richiesta di maggiori servizi”.