La Cgil in piazza, ma il sindacato è opaco – di Leonardo Cecca

Finalmente la grande manifestazione della Cgil ha avuto luogo. Manifestanti a non finire, soprattutto pensionati, immigrati, studenti ed una parte marginale di lavoratori che si sono presi una pausa ed hanno fatto un viaggio, tutto pagato, a Roma per fare quattro passi nelle vie del centro all’ombra di striscioni sapientemente preparati dal sindacato. Che siano stati spesi un bel po’ di milioni in un periodo di vacche magre poco o nulla importa, l’importante è far vedere che il sindacato esiste e che la Camusso ha sfilato in testa al corteo dietro allo striscione "Lavoro, dignità ed uguaglianza: per cambiare l’Italia".

Dal palco ha potuto pronunciare il rituale discorso basato solo su vaghe richieste, su nessuna proposta e su minacce di sciopero generale, come vuole il copione. Anzi che non ha detto, come giorni or sono ha fatto Landini, che avrebbero occupato le fabbriche, forse si è resa conto che certe ridicolaggini ormai hanno fatto il loro tempo e che le persone sono meno boccalone.

Sinceramente a vedere queste persone che si fanno venire attacchi di bile per salvaguardare il posto di lavoro, quando loro ben poco hanno lavorato, perchè hanno trascorso l’esistenza dietro ad una scrivania del sindacato, viene da incazzarsi. Sorprende, ma forse fa solo sbellicare dalle risate, quanto detto da Procaccini, segretario del Pdci: "Una giornata straordinaria, una grande prova di democrazia… Dove è l’opposizione in Parlamento? Ancora una volta si sente la mancanza dei comunisti in Parlamento". Purtroppo costui non ha capito che la gente ormai ha ben chiaro in testa cosa sia il comunismo. Lui perseveri pure nelle sue convinzioni, ma non si deve meravigliare se gli altri riflettono.

Quello che sorprende ed indigna è che nessuno di coloro che hanno partecipato alla gratuita scampagnata abbia mostrato cartelli e/o urlato agli oratori che è ora di finirla anche con lo sperpero di denaro operato dai sindacati che ricevono risorse in mille modi: tesseramenti, patronati, corsi di formazione professionale, il 5% tramite Onlus a loro collegate e rendite derivanti da un immenso patrimonio immobiliare sul quale non pagano nulla. Soprattutto, sono esentati dal presentare il bilancio consolidato. Ebbene, fino a quando ci si perderà a credere all’operato di certe organizzazioni si può stare certi di ritrovarsi solo e sempre con le terga per terra e dispiace soprattutto per coloro che restano abbindolati. Dopo 55 anni che l’uomo è sbarcato sulla luna, dopo che in ogni casa c’è almeno un televisore, dopo che in Italia ci sono quasi più telefonini che persone, questi personaggi sono rimasti ancorati a parole tipo sinistra, comunismo, padronato, sciopero, occupazione ed altri bla bla bla.